Andrea Cangini Caro Direttore, nel tuo ultimo editoriale hai sollevato un tema essenziale e drammatico: Stanno per caderci addosso i frutti marci del lockdown. È vero. Come è vero che a pagare il prezzo più alto di oltre un anno di semi reclusione sono e saranno soprattutto i più giovani, unica categoria non “ristorabile”. Come risarcirli, infatti, dei danni psicologici subiti a causa dell’isolamento...

Andrea

Cangini

Caro Direttore,

nel tuo ultimo editoriale hai sollevato un tema essenziale e drammatico: Stanno per caderci addosso i frutti marci del lockdown. È vero. Come è vero che a pagare il prezzo più alto di oltre un anno di semi reclusione sono e saranno soprattutto i più giovani, unica categoria non “ristorabile”. Come risarcirli, infatti, dei danni psicologici subiti a causa dell’isolamento sociale cui sono stati costretti negli anni in cui le relazioni e le esperienze concorrono a formare il carattere e la conoscenza?

Le commissioni Istruzione e Sanità del Senato hanno appena concluso un’indagine a riguardo. Un paio di dati: i tentativi di suicidio tra i minori di età compresa tra i 10 e i 17 anni sono aumentati dell’80%; i reati online a danno di minori, dall’adescamento al cyberbullismo, del 77%. Già prima della pandemia, soprattutto a causa dell’abuso di social e videogiochi, ansia, depressione, disturbi alimentari, aggressività e apatia caratterizzavano in maniera più che preoccupante i nostri giovani. A pandemia quasi debellata questi fenomeni hanno registrato un incremento del 50%. Sei adolescenti su dieci ritengono di aver perso la capacità di socializzare, solo uno su quattro ritiene che tutto tornerà come prima. Assistiamo, così, al declino di un’intera generazione che ha perso la voglia di vivere e che non ha fiducia nel futuro. Una generazione di nichilisti, sopraffatta da emozioni negative che non riesce a governare. Metterli in cura sarebbe un errore, dal momento che la loro condizione psicologica è la naturale conseguenza di una vita innaturale. Ma rafforzare la presenza di psicologi e pedagogisti nelle scuole, insegnare a docenti e genitori a riconoscere e gestire il disagio adolescenziale, incoraggiare l’attività sportiva e rafforzare la collaborazione tra scuole e famiglie va assolutamente fatto. È quello che le commissioni Istruzione e Sanità del Senato chiederanno al governo con la risoluzione di cui sono relatore.

* Capogruppo di Forza Italia

in commissione Istruzione

del Senato