La piccola Emily morta sul Renon e il cartello in tedesco (Ansa Corriere dell'Alto Adige)
La piccola Emily morta sul Renon e il cartello in tedesco (Ansa Corriere dell'Alto Adige)

Bolzano, 5 gennaio 2019 - Sono due gli indagati per la morte della bimba di 8 anni di Reggio Emilia, Emily Formisano, deceduta a seguito di un tragico incidente con lo slittino ieri su una pista del Corno del Renon. La Procura di Bolzano ha iscritto nel registro la madre della bambina, Renata Dyakowska di 38 anni (ancora in gravissime condizioni all'ospedale di Bolzano) e un responsabile della società che gestisce il comprensorio sciistico. L'ipotesi di reato è di omicidio colposo. La Procura ha, inoltre, posto sotto sequestro la pista nera "Schwarzsee 2" su cui è avvenuto l'incidente. Oggi è stato effettuato un sopralluogo dal pm di turno, Luisa Mosna. 

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E sulla tragedia di Emily si apre un nuovo e inquietante scenario. "Una triste e dolorosa vicenda, originata forse anche da carente informazione, assolutamente da chiarire", esordisce Claudio Della Ratta del Partito Democratico altoatesino. Potrebbe essere, quindi, anche legata alle insufficienti informazioni e al mancato uso della lingua italiana sui cartelli segnaletici la morte della bimba: ciò potrebbe aver spinto nell'errore la madre della piccola, che ha imboccato la pista nera invece che il percorso per gli slittini. A sollevare una possibile mancanza applicazione della bilinguità sui cartelli segnaletici in pista, questa volta in lingua italiana, è Della Ratta. Il cartello all'inizio del percorso numero 6 (Schwarzsee 2) presenta la scritta di divieto per le slitte - "Rodeln verboten" - solamente in tedesco, con accanto un logo molto piccolo. Un centinaio di metri più in basso, invece, si trova un cartello più visibile e comprensibile.

La polemica sul bilinguismo infiamma da tempo la regione altoatesina e ora irrompe in modo burrascoso in una vicenda di cronaca nera. "In questa terra si è passati dal garantire legittimamente l'uso della propria lingua madre e la traduzione di ogni testo pubblico, alla sottile ma evidente predominanza della lingua tedesca rispetto a quella italiana in ogni atto pubblico, su ogni cartello o per tutte le informazioni di sorta - ha rilevato il consigliere comunale dem a Bolzano -. Ogni tanto sui sentieri di montagna qualcuno fa delle fughe in avanti, ponendo cartelli monolingui, solo in tedesco. Veramente grave sarebbe se all'incidente con la slitta che ha visto il decesso di una bimba e il grave ferimento della madre, abbia contribuito anche l'indicazione di divieto percorrenza alle slitte in sola lingua tedesca posta a inizio pista. Il cartello verticale esplicativo col simbolo di divieto alle slitte è posto più un basso, circa cento metri sotto, a discesa già iniziata".

Al vaglio della procura di Bolzano vi sarebbero infatti anche i cartelli e le indicazioni - proprio la questione sollevata dall'esponente locale dei dem - per chi pratica questo sport. Sarà cura degli inquirenti anche accertare se le protezioni collocate lungo il tracciato della pista nera riservata a sciatori esperti erano sufficienti. 

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