Scontri e arresti hanno salutato l’elezione, per la sesta volta, di Alexander Lukashenko alla presidenza della Bielorussia che guida ininterrottamente dal 1994. Ma nulla, si dice, sarà più lo stesso dopo la notte di feroci scontri, soprattutto a Minsk, innescati dal risultato ufficiale delle elezioni presidenziali. In serata è stato confermato dalle forze di polizia che un manifestante è rimasto ucciso,...

Scontri e arresti hanno salutato l’elezione, per la sesta volta, di Alexander Lukashenko alla presidenza della Bielorussia che guida ininterrottamente dal 1994. Ma nulla, si dice, sarà più lo stesso dopo la notte di feroci scontri, soprattutto a Minsk, innescati dal risultato ufficiale delle elezioni presidenziali. In serata è stato confermato dalle forze di polizia che un manifestante è rimasto ucciso, durante gli scontri, mentre stava cercando di far esplodere un ordigno.

Per l’opposizione quell’80% dei voti a Lukashenko "nulla ha a che fare con la realtà". "Non riconosciamo i risultati", ha detto la candidata del fronte riformista Svetlana Tikhanovskaya. "E chiediamo ai cittadini di non tacere", ha aggiunto. Ovvero di scendere di nuovo in piazza. Il bilancio del primo round di disordini è pesante: oltre 3mila arresti (dati del ministero dell’Interno), dozzine di feriti. Tikhanovskaya intanto assicura che non scapperà all’estero e non vede "per quale ragione dovrebbe essere arrestata".

Lukashenko dal canto suo avverte: "Chi viola la legge ne pagherà le conseguenze". Parla di proteste eterodirette "dalla Polonia, dalla Gran Bretagna e dalla Repubblica Ceca", e di infiltrati alle manifestazioni, sempre dalla Polonia, "dall’Ucraina" e "purtroppo persino dalla Russia". Con Mosca, per quanto Vladimir Putin si sia affrettato a congratularsi con Lukashenko per la vittoria insieme a Cina e Kazakistan, i rapporti non sembrano idilliaci. Chiaramente non va meglio sul fronte occidentale: la Polonia ha chiesto "un vertice europeo straordinario", Berlino ha definito "inaccettabile" che gli "standard minimi democratici" in Bielorussia non siano stati mantenuti e la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha chiesto che "i voti dell’elezione siano contati e pubblicati accuratamente". Tutti hanno condannato le violenze contro la popolazione. E la testata indipendente russa Meduza ha denunciato che il suo inviato speciale, Maxim Solopov, è "scomparso" l’altra notte. C’è chi dice che sia stato picchiato e portato via dalla polizia.

red. est.