Il presidente americano, Joe Biden, 78 anni, scivola sulla scaletta dell’Air Force One
Il presidente americano, Joe Biden, 78 anni, scivola sulla scaletta dell’Air Force One
di Giampaolo Pioli Joe Biden inciampa malamente tre volte sulla scaletta del’Air Force One, ma si rialza subito. Ci vorrà invece più tempo invece per superare la "scivolata diplomatica" nei confronti di Vladimir Putin che ha definito un killer. Il presidente russo lo sfidato a riprendere subito un "dialogo tra capi di Stato" senza pretendere le scuse, prima che sia troppo tardi , e Biden preso in contropiede, è stato costretto a dire: "Sono sicuro che a un certo punto parleremo". E sulle nuove sanzioni a Mosca il presidente Usa ha aggiunto con una certa esitazione: "Arriveranno a tempo debito". Accantonata temporaneamente la forte tensione con Mosca, nel freddo dell’Alaska si è consumata intanto anche la seconda e conclusiva...

di Giampaolo Pioli

Joe Biden inciampa malamente tre volte sulla scaletta del’Air Force One, ma si rialza subito. Ci vorrà invece più tempo invece per superare la "scivolata diplomatica" nei confronti di Vladimir Putin che ha definito un killer. Il presidente russo lo sfidato a riprendere subito un "dialogo tra capi di Stato" senza pretendere le scuse, prima che sia troppo tardi , e Biden preso in contropiede, è stato costretto a dire: "Sono sicuro che a un certo punto parleremo". E sulle nuove sanzioni a Mosca il presidente Usa ha aggiunto con una certa esitazione: "Arriveranno a tempo debito".

Accantonata temporaneamente la forte tensione con Mosca, nel freddo dell’Alaska si è consumata intanto anche la seconda e conclusiva giornata del teso summit diplomatico fra Usa e Cina dopo la rissa del primo giorno davanti alle telecamere di tutto il mondo. Le dure accuse reciproche sulla democrazia e i diritti umani ("Voi minacciate la stabilità mondiale", ha detto il segretario di Stato Blinken. Mentre "Voi interferite nei nostri affari interni e usate il potere per opprimere", ha risposto il capo dei diplomatici cinesi) sembravano pianificate e preparate come colpi di teatro per ragioni smaccatamente di politica interna. Ciascuno doveva risultare un patriota a casa propria. I social cinesi hanno applaudito la schiena dritta dei diplomatici comunisti e biasimato le finte libertà americane. Ma quando i giornalisti hanno lasciato la stanza e i sono spenti i riflettori, i colloqui sono proseguiti intensi, franchi ma anche molto produttivi definiti ufficialmente "sostanziali seri e diretti" dove ciascuno ha parlato senza peli sulla lingua dalla cybersicurezza al clima dai dazi ai rischi di confronto militare nel mar della Cina e nel sud Pacifico .

Vuol dire che Pechino e Washington dopo le 48 ore in Alaska stanno per schiacciare anche loro il bottone del reset post-trumpiano, per avvicinare le posizioni dei due paesi? Non è esagerato pensarlo. E il ‘tono’ insolitamente crudo delle due diplomazie potrebbe preludere in futuro a un forte taglio dei rituali per passare a negoziati concreti e a breve. Almeno sui temi di interesse comune come vaccini, ambiente energia e cambi.

Le parole durissime usate dal segretario di stato Usa Blinken e dal consigliere per la sicurezza nazionale Donovan contro gli emissari del presidente cinese, sono stati elogiate da Biden che si è definito "orgoglioso" del suo team e non ha mai escluso di incontrare anche tra un mese Xi, sebbene in forma remota.

Le garanzie per evitare gesti aggressivi nei confronti di Taiwan, e le sanzioni ai dirigenti di Hong Kong, ricambiate da Pechino per rappresaglia con le limitazioni ai veicoli elettrici Tesla, sono capitoli urgenti da affrontare subito come premessa perché i cinesi continuano a ritenerli "il vizio americano di una interferenza interna negli affari di un paese sovrano".

La Cina insomma non accetterà più lezioni di democrazia dall’America e lo è andata a dire proprio sul "territorio americano" con la pretesa di essere trattata "come un paese alla pari". La nuova strategia Usa nei confronti di Pechino così come quella verso Mosca si basa sulle intese con la Nato e tra i paesi europei, ed è arrivata dopo un giro di consultazioni di Blinken con Giappone, Corea del Sud, Australia e India considerati partner strategici per il contenimento cinese.

Il segretario di stato Usa che lunedì prossimo sarà a Bruxelles per trovare un messaggio multilaterale da spedire a Mosca e ha tenuto a ribadire anche ai diplomatici di XI: "L’America è tornata e non è mai utile scommettere contro gli Stati Uniti", quasi a voler rimarcare che l’iniziativa mondiale è di nuovo nelle mani di Washington dopo il vuoto lasciato da Trump.