Otto anni dopo l’attentato alla maratona di Boston, che causò la morte di tre spettatori e di un poliziotto, la Corte Suprema Usa sembra incline a ripristinare la pena di morte per Dzhokhar Tsarnaev, 28 anni, uno dei due fratelli coinvolti nell’attacco del 2013. I giudici conservatori, in maggioranza, sono favorevoli alla pena di morte, mentre i giudici liberali sostengono la posizione della difesa, secondo cui Tsarnaev non merita la pena capitale perché era stato suo fratello Tamerlan – poi ucciso in uno scontro con la polizia – a prendere l’iniziativa dell’attentato. L’amministrazione Biden spinge per la pena di morte a Tsarnaev nonostante la recente moratoria sulle esecuzioni federlai introdotto dal dipartimento di Giustizia. I giudici supremi sono chiamati a valutare la decisione della corte d’appello federale, che aveva annullato la sentenza capitale comminata in precedenza a Tsarnaev da un tribunale distrettuale.