di Giampaolo Pioli Per Joe Biden sta diventando una nuova gara contro il tempo. E col vento contro. Le critiche continuano a salire nei confronti del presidente Usa, che si difende con un tweet: "I diritti umani devono essere al centro della nostra politica estera, ma il modo per farlo non è attraverso dispiegamenti militari senza fine". Adesso anche il Senato in mano ai democratici vorrebbe avviare tre commissioni d’inchiesta per capire come gli Usa possano essersi infilati in un’umiliazione simile a livello internazionale, gestendo in modo improvvisato e rischioso quella che doveva essere la pianificata e concordata uscita dall’Afghanistan frutto del...

di Giampaolo Pioli

Per Joe Biden sta diventando una nuova gara contro il tempo. E col vento contro. Le critiche continuano a salire nei confronti del presidente Usa, che si difende con un tweet: "I diritti umani devono essere al centro della nostra politica estera, ma il modo per farlo non è attraverso dispiegamenti militari senza fine". Adesso anche il Senato in mano ai democratici vorrebbe avviare tre commissioni d’inchiesta per capire come gli Usa possano essersi infilati in un’umiliazione simile a livello internazionale, gestendo in modo improvvisato e rischioso quella che doveva essere la pianificata e concordata uscita dall’Afghanistan frutto del controverso accordo che Donald Trump firmò con i leader talebani a Doha. Gli stessi che, ora, stanno controllando l’intero Paese.

La Casa Bianca arranca, appesa pericolosamente al buon esito di questa operazione che potrà considerarsi conclusa e magari essere dimenticata solo quando almeno 20mila afghani aiutanti degli Usa durante i vent’anni di guerra potranno uscire dal Paese e ottenere un luogo sicuro e lo status di rifugiati come garanzia contro le rappresaglie talebane.

Biden promette che accoglierà tutti e nei tempi previsti. Ma il problema dei visti e i timori del Covid rendono molto complicato il rispetto del 31 agosto come indicato dallo stesso presidente. L’invio precipitoso del Pentagono di 6mila marines (4.500 già arrivati a Kabul) per gestire l’emergenza, dovrebbe creare un aumento di efficienza e deterrenza. Fonti Usa parlano di 5mila persone evacuate nelle ultime 24 ore: se questo ritmo continuasse senza incidenti, i tempi di Biden potrebbero essere rispettati.

I generali americani sono ancora a Doha e a Kabul e stanno coordinando con le milizie talebane i delicati flussi quotidiani all’aeroporto. Non tutti però sembrano svolgersi speditamente. Fonti dell’intelligence Usa rivelano che i talebani potrebbero essersi impossessati anche degli strumenti di identificazione biometrica del Pentagono per rintracciare eventuali collaboratori. Molti negli Stati Uniti temono che un attacco o un attentato, la perdita di vite umane o l’uccisione di altri soldati americani in questa fase, potrebbero trasformare il caos di Kabul in disastro politico, strategico e militare peggiore dell’attuale.

Per Biden sarebbe la demolizione della sua presidenza a 7 mesi dall’ inizio. E l’ex presidente Donald Trump va già alla carica, paragonando il ritiro Usa a "un agnello che va al macello".

Ma le preoccupazioni della Casa Bianca per la difesa delle condizioni delle donne afghane, portate anche al tavolo dell’Onu, aumentano di fronte a un’eventuale spaccatura degli stessi talebani. Al loro interno, infatti, ci sono ancora forze dell’Isis, che considera i nuovi padroni di Kabul apostati e "agenti degli americani" . L’unica arma sensibile che Washington ha in mano in questo momento, oltre alla rafforzamento della vigilanza anti-terrorismo in vista dell’anniversario dell’11 settembre, sono i 9,5 miliardi di dollari depositati in Usa dalla banca centrale afghana. Denari immediatamente congelati, in attesa di passi concreti dei talebani verso un governo davvero "inclusivo", l’unico modo per essere riconosciuto a livello internazionale nel rispetto non solo delle donne ma anche dei diritti umani, come ha chiesto con forza il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres.