Il virologo Fabrizio Pregliasco ha deciso di prendere in cura la 23enne plurivaccinata
Il virologo Fabrizio Pregliasco ha deciso di prendere in cura la 23enne plurivaccinata
di Davide Costa Sta un po’ meglio Virginia, la 23enne tirocinante in Psicologia clinica che domenica scorsa ha ricevuto quattro dosi di vaccino Pfizer all’ospedale di Massa. "Con un po’ di ottimismo – racconta attraverso la madre, che in questo momento le fa da filtro verso il mondo esterno – posso dire di star meglio. Sono uscita a prendere un caffè con mia cugina e ho frequentato una lezione universitaria a distanza". Sono i primi ritorni alla normalità di una ragazza che ha trascorso giorni davvero difficili. "L’altro pomeriggio – ricorda la giovane filtrata dalla mamma – ho bevuto...

di Davide Costa

Sta un po’ meglio Virginia, la 23enne tirocinante in Psicologia clinica che domenica scorsa ha ricevuto quattro dosi di vaccino Pfizer all’ospedale di Massa. "Con un po’ di ottimismo – racconta attraverso la madre, che in questo momento le fa da filtro verso il mondo esterno – posso dire di star meglio. Sono uscita a prendere un caffè con mia cugina e ho frequentato una lezione universitaria a distanza". Sono i primi ritorni alla normalità di una ragazza che ha trascorso giorni davvero difficili.

"L’altro pomeriggio – ricorda la giovane filtrata dalla mamma – ho bevuto oltre quattro litri d’acqua senza riuscire a togliermi quella terribile sensazione di sete che m’accompagna tutto il giorno". La 23enne, è notizia di ieri, sarà presa in carico dal dottor Fabrizio Pregliasco (direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi di Milano). Attraverso il nostro giornale, infatti, la madre della ragazza si è messa in contatto col noto virologo, dopo che i due si erano incontrati ’virtualmente’ durante una trasmissione tv alla quale entrambi erano ospiti.

"Il dottor Pregliasco – ha raccontato la mamma della tirocinante – mi ha consigliato di non sottovalutare il sovradosaggio a cui mia figlia è stata esposta, perché non conosciamo bene i rischi ai quali va incontro il suo sistema immunitario. Purtroppo Virginia non sta ancora bene, è molto disidratata e a poco servono i litri d’acqua che beve ogni giorno: prova ne sono le labbra sempre secche". Nel corso della telefonata, la madre della 23enne ha chiesto a Pregliasco di prendere in cura Virginia. "Ha acconsentito e non posso che ringraziarlo".

"Ho accettato volentieri – spiega Pregliasco – di seguire Virginia. Controllerò volta volta gli esami che mi verranno inviati. Si tratta di una situazione da monitorare con attenzione e la disidratazione potrebbe essere la spia di qualche problema di funzionalità renale che solo esami più approfonditi potranno confermare o, speriamo, escludere. Quel che è certo è che ci troviamo davanti a una situazione di esempio avverso severo. Somministrazioni simili sono state sperimentate durante la fase 1 e fortunatamente non sono state registrate reazioni particolarmente preoccupanti. Ma non possiamo abbassare la guardia, ovviamente unendoci alla famiglia nella speranza che non si verifichino problemi".

Poi Pregliasco prova a dare una spiegazione a quanto successo domenica mattina all’ospedale di Massa. "Alla base c’è un errore materiale commesso dall’infermiera nella fase di inoculazione. Questo ci porta a dire che c’è bisogno di rivedere e migliorare i protocolli, innalzando il livello di sicurezza per questo genere di operazioni". Riguardo alla gestione post-evento, il direttore sanitario del Galeazzi fa un distinguo: "Ho apprezzato molto – prosegue – la trasparenza iniziale, con l’evidente volontà di non nascondere niente di quello che stava succedendo. Riguardo a quello che è successo dopo, invece, ci sono stati evidenti problemi di gestione della comunicazione".