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22 mag 2022

Berlusconi si riallinea sull’Ucraina Ma Forza Italia resta spaccata

Il leader chiude la due giorni azzurra a Napoli: "Nel 2023 torno in campo". La Gelmini ancora all’attacco

22 mag 2022
ettore maria colombo
Cronaca
Silvio Berlusconi, 85 anni, ieri al convegno di Forza Italia a Napoli al quale ha partecipato anche l’attore Ronn Moss, 70 anni, il «Ridge» di Beautiful
Silvio Berlusconi, 85 anni, ieri al convegno di Forza Italia a Napoli al quale ha partecipato anche l’attore Ronn Moss, 70 anni, il «Ridge» di Beautiful
Silvio Berlusconi, 85 anni, ieri al convegno di Forza Italia a Napoli al quale ha partecipato anche l’attore Ronn Moss, 70 anni, il «Ridge» di Beautiful
Silvio Berlusconi, 85 anni, ieri al convegno di Forza Italia a Napoli al quale ha partecipato anche l’attore Ronn Moss, 70 anni, il «Ridge» di Beautiful
Silvio Berlusconi, 85 anni, ieri al convegno di Forza Italia a Napoli al quale ha partecipato anche l’attore Ronn Moss, 70 anni, il «Ridge» di Beautiful
Silvio Berlusconi, 85 anni, ieri al convegno di Forza Italia a Napoli al quale ha partecipato anche l’attore Ronn Moss, 70 anni, il «Ridge» di Beautiful

di Ettore Maria Colombo

"Forza Napoli e Forza Italia!". Così un Silvio Berlusconi visibilmente stanco e affaticato ha concluso il suo lungo intervento alla convention azzurra di Napoli, tra gli applausi della platea, sventolio di bandiere tricolori e cori da stadio. Come ai tempi d’oro, il Cav è rimasto sul palco a godersi la standing ovation, alzando le braccia. Con lui a chiudere la convention napoletana "L’Italia del futuro" anche Antonio Tajani: insieme, hanno intonato l’inno azzurro. Prima di cantare il presidente di Fi ha voluto rendere omaggio a Elisabetta Alberti Casellati, seduta in prima fila, forse anche per mettere a tacere le voci dei malumori della presidente del Senato verso il partito: "Grazie e avanti così...".

In ‘stile ’94’, con completo blu e pin tricolore sul bavero della giacca, Berlusconi dedica gran parte del suo discorso-fiume alla malagiustizia e torna a parlare dei suoi problemi giudiziari, dell’"oppressione giudiziaria" e delle "toghe rosse". Si sofferma sulla riforma Cartabia, che "non è la nostra riforma", ma "introduce finalmente la separazione delle funzioni tra giudici e pm". L’ex premier parla anche dei referendum sulla giustizia che definisce "fondamentali", ma di cui "si parla poco o nulla". Berlusconi rispolvera anche un altro suo grande cavallo di battaglia, l’anticomunismo, poi lancia una stilettata al Pd, "atlantista solo da queste ultime settimane…". Solo alla fine Berlusconi si concentra su FI, sempre più balcanizzata tra sovranisti e filogovernativi, uscita ammaccata dall’ennesima polemica, il caso Salini con lo scontro all’arma bianca Ronzulli-Gelmini. Il Cav prova a serrare i ranghi, carica i suoi assicurando che il "miracolo del ‘94" si può ripetere, perché lui è "di nuovo in campo", per il 2023 tornerà in tv e a fare comizi come ieri e promette l’apertura di tanti "Club della Libertà". "Siamo un centro alternativo alla sinistra e distinto dalla destra", perché "senza di noi non si vince", avverte, lanciando un messaggio preciso a Salvini e Meloni. L’ex premier prova a mettere la sordina, dunque, alle tensioni interne a FI, specie dopo le sue parole sul conflitto in Ucraina, che gli sono valse l’accusa di essere filoputiniano smussando i toni sulla guerra tra Kiev e Mosca: chiarisce subito che "l’Ucraina è il paese aggredito e noi dobbiamo aiutarlo a difendersi", sorvola sull’invio di armi, ribadendo più volte la vocazione atlantista sua e di FI.

Restano a verbale, però, le accuse della Gelmini, che diserta la convention azzurra e parla da Firenze ("L’Italia non può essere il ventre molle dell’Occidente e soprattutto non può diventarlo per responsabilità di FI"). Berlusconi cita e loda solo la Carfagna, tra i ministri. Il gelo con la Gelmini (e con Brunetta) è palpabile. I liberal e moderati di FI hanno dettato la loro ‘linea rossa’: filo-atlantismo, sostegno leale al governo, a partire dalle sue riforme (concorrenza in testa) e ‘no’ a ogni forma di partito unico o liste comuni con la Lega. Ma ieri, alla convention, si sentivano solo i cori dei berluscones. Il partito lo controlla, ormai, il duo Ronzulli&Tajani col pieno placet del Cavaliere.

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