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MARIANNA VAZZANA
Cronaca

Berlusconi risponde alle cure. I medici: “C’è un cauto ottimismo”

Pasquetta in terapia intensiva per il leader di Forza Italia, il professor Zangrillo smentisce che si sia alzato. Secondo lo staff dei sanitari le terapie stanno facendo il loro effetto, anche se la situazione resta grave.

Maria Stella D’Antonio, una sostenitrice di Berlusconi, ieri all’esterno del San Raffaele di Milano
Maria Stella D’Antonio, una sostenitrice di Berlusconi, ieri all’esterno del San Raffaele di Milano

Milano, 11 aprile 2023 – Cauto ottimismo dei medici sulle condizioni di Silvio Berlusconi, al sesto giorno di ricovero in terapia intensiva all’ospedale San Raffaele di Milano. Secondo quanto trapela da chi ha avuto modo di parlargli, l’umore del cavaliere è “alto“ e da parte sua c’è "ottimismo e voglia di tornare al più presto a casa", mentre ai piedi della palazzina in cui è ricoverato continua il pellegrinaggio dei fan. L’ex premier e leader di Forza Italia è ricoverato da mercoledì scorso per una polmonite nel quadro della leucemia mielomonocitica cronica di cui soffre da tempo. "Nelle ultime 48 ore si è assistito a un progressivo e costante miglioramento delle funzionalità d’organo monitorate", è quanto riportato nella nota dell’ospedale firmata da Alberto Zangrillo, responsabile delle Terapie intensive del San Raffaele e medico personale di Berlusconi, e dal primario di Oncoematologia Fabio Ciceri. "Le terapie citoriduttiva (cioè la chemio “leggera”, ndr), antimicrobica e antinfiammatoria stanno producendo i risultati attesi, consentendoci di esprimere un cauto ottimismo", spiegano i professori, aggiungendo che "il presidente Silvio Berlusconi resta ricoverato in ambito intensivo". Non ci sono al momento previsioni su quando potrà uscire dal reparto.

L’aggiornamento incoraggiante ha però innescato notizie che poi sono state smentite nel pomeriggio dallo stesso Zangrillo, intercettato dai giornalisti. Secondo queste “voci” l’ex premier si sarebbe alzato dal letto, seduto in poltrona e avrebbe fatto esercizi respiratori. “Bisogna avere molto rispetto – ha commentato il professore – non solo del paziente ma anche del nostro lavoro. Sono stanco. Se un paziente è in terapia intensiva cardiochirurgia vuol dire che non può alzarsi e camminare”. Smentite anche le “voci di scissione” a livello politico: indiscrezioni parlano di un deterioramento dei rapporti tra l’ala governista che fa capo al vicepremier e coordinatore di FI Antonio Tajani e la componente vicina alla capogruppo al Senato Licia Ronzulli. Voci allontanate da Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera.

Nella sesta giornata di degenza le visite di familiari e amici sono state ridotte: alle 16 è arrivato in ospedale il presidente di Mediaset e amico di lunga data, Fedele Confalonieri, che dall’inizio del ricovero è sempre stato presente. Poco dopo il fratello Paolo, che ha poi lasciato il San Raffaele insieme a Confalonieri mezz’ora dopo, e in sereta la figlia Marina. Resta al fianco di Berlusconi la compagna e deputata azzurra, Marta Fascina.

Non manca il sostegno tangibile nell’atrio della palazzina in cui è ricoverato: uno striscione dal Salento, una bandiera di Forza Italia e una del “suo” Monza. Rimane il “fedelissimo” Marco Macrì arrivato venerdì mattina dalla provincia di Lecce, con la “pasionaria” Noelle che segue Silvio Berlusconi da 35 anni e che ora, consacrata, prega per lui “e gli altri ammalati”, sottolinea. "Silvio – dice – è come un animale ibrido: un cavallo di razza e un leone per la forza e il coraggio. Un uomo profondo e dalla grande generosità, oltre che credente".

Nel giorno di Pasquetta si è aggiunto Ettore Fragale, 67enne di Cosenza, padre di due figli che ha lavorato 40 anni come cassiere di banca. Ieri ha affrontato 16 ore di pullman per portare a "Zio Silvio", come lo chiama "per rispetto, perché è più grande di me", boccette di acqua santa di San Francesco di Paola, santini e altri oggetti religiosi. "Ho raccolto personalmente quest’acqua perché possa aiutarlo a guarire: abbiamo bisogno di lui".