Martedì 23 Aprile 2024

Sardegna, "il figlio di Beppe Grillo indagato per violenza sessuale"

Lo scrivono 'La Stampa' e 'Il Secolo XIX'. Il giovane, 19 anni, denunciato insieme a tre amici da una modella scandinava per stupro di gruppo

Ciro, il figlio di Beppe Grillo

Ciro, il figlio di Beppe Grillo

Roma, 6 settembre 2019 - Il figlio di Beppe Grillo, Ciro di 19 anni, e tre amici sono indagati per una presunta violenza sessuale di gruppo ai danni di una modella di origini scandinave incontrata in una discoteca in Costa Smeralda, che ha presentato denuncia nei loro confronti. Lo scrivono 'La Stampa' e 'Il Secolo XIX', secondo cui la presunta violenza sarebbe avvenuta nella villa del comico a Porto Cervo.

I due quotidiani riferiscono che ci sarebbe stato "un rapporto sessuale di gruppo" fra la ragazza e i quattro coetanei, che si erano incontrati nel locale. "Secondo ciò che racconta lei, modella di origini scandinave, vent'anni ancora da compiere, si sarebbe trattato di uno stupro, forse avvenuto al termine di una notte di eccessi alcolici - sottolineano 'La Stampa'  e 'Il Secolo XIX' -. Nella versione dei quattro giovani - tutti figli di imprenditori, medici e professionisti della Genova bene - il rapporto è stato consenziente".  

"I quattro giovani - secondo quanto si legge ancora sui due giornali - ieri sono stati interrogati per ore dal magistrato Laura Bassani, pubblico ministero della Procura di Tempio Pausania, titolare del fascicolo". I quotidiani aggiungono che sono stati acquisiti "tutti i cellulari" e "un video" la cui interpretazione "non è univoca": "per la vittima - sostengono 'La Stampa' e 'Il Secolo XIX' - dimostrerebbe la violenza, per gli avvocati difensori il contrario, e cioè che la ragazza era consenziente".  

"I giovani si sono difesi negando ogni addebito - osservano ancora i due quotidiani -. E i legali hanno messo in luce alcune debolezze del racconto fornito dalla ragazza alle forze dell'ordine. Tre su tutte: il ritardo della denuncia, presentata dalla modella al suo ritorno a Milano, una decina di giorni dopo i fatti; la continuazione della vacanza per un'altra settimana e la pubblicazione di foto del viaggio sui social network, anche dopo che si sarebbe consumata la presunta violenza sessuale".