Grosseto, 21 dicembre 2014 - NON CI PENSANO proprio a smettere di cercarla, benché non sappiano quantificare le reali possibilità di trovarla. Le ricerche per trovare il corpo di Francesca Benetti continuano. Dopo le due battute al lago dell’Accesa, che hanno portato a scandagliare il laghetto con le squadre di sommozzatori, eseguite a ottobre e novembre scorsi, le zone di perlustrazione sarebbero anche altre. C’è massimo riserbo su dove si stia concentrando l’attenzione degli inquirenti. Si sa soltanto che seguirebbero alcune indicazioni che sono arrivate anche con lettere anonime. Alcune non prese in considerazione, mentre altri suggerimenti invece sarebbero ritenuti più attendibili e quindi meritevoli di approfondimento. Dopo l’udienza del 17 dicembre. uno dei legali di parte civile, l’avvocato Agron Xhnay, che assiste il fratello della donna, Alessandro Benetti, ha dichiarato l’intenzione di presentare una richiesta di approfondimento sul terriccio trovato nell’auto in uso ad Antonino Bilella, l’ex custode settantenne di Villa Adua, accusato di avere ucciso la Benetti.

PER IL LEGALE, considerando che quella Fiat Punto, recuperata dal figlio in Piemonte qualche settimana prima dell’omicidio, sarebbe stata utilizzata da Bilella, secondo gli inquirenti, soltanto per trasportare il cadavere nel luogo dove poi è stato occultato. Secondo il legale del fratello infatti la comparazione dei residui trovati nell’autovettura e quelli delle zone ritenute «interessanti» per le ricerche del corpo potrebbe fornire elementi utili. Da sottolineare due aspetti: l’ostinazione degli inquirenti a non voler accantonare definitivamente la possibilità di recuperare i poveri resti della donna e l’attenzione che su questa vicenda continuano ad avere i maremmani e non solo. Tra le molte lettere inviate con i suggerimenti su dove cercare il corpo, alcune sono state ritenute degne di interesse e hanno portato alla ripresa delle ricerche. Nel frattempo si sta aprendo il processo all’ex custode. Bilella, agrigentino di 70 anni, è accusato di avere ucciso la Benetti lo stesso giorno della scomparsa, il 4 novembre dello scorso anno. Assassinio che si sarebbe consumato nell’appartamento che la proprietaria della tenuta di Potassa abitava nelle rare volte che si fermava a dormire a Villa Adua. L’ex insegnante di 55 anni quel lunedì 4 novembre, dopo avere telefonato al compagno Aldo Scotto, dandogli appuntamento per le 14 a Grosseto, gli comunica anche che sta andando a Villa Adua perché contattata da Bilella, per controllare alcuni confini. Sono le 10.30 circa. Dalla tenuta, secondo gli inquirenti, la Benetti non è uscita viva. E’ stata uccisa, probabilmente a coltellate, tra l’ingresso e la cucina dell’appartamento a piano terra. E’ qui che sono state isolate le circa 28 tracce di sangue appartamenti alla donna e le due di Bilella. E’ qui che si sarebbe consumata la mattanza. Poi il cadavere caricato nel bagagliaio della Fiat Punto bianca, dove peraltro sono state rilevate sempre dal Ris due macchie del sangue della vittima, e portato chissadove.