Ripartono in Italia le proteste pacifiche contro la Dad. Studenti delle scuole torinesi studiano in piazza Castello (Ansa)
Ripartono in Italia le proteste pacifiche contro la Dad. Studenti delle scuole torinesi studiano in piazza Castello (Ansa)
di Simona Ballatore "Nel caso di positività al Covid-19, lo studente anche asintomatico risulta assente per malattia e non può pertanto collegarsi alle lezioni". Lo dice il liceo scientifico Marconi di Milano dove una circolare mette i paletti alla partecipazione a distanza. La circolare è stata diramata il 4 marzo, alla vigilia dell’ordinanza di Regione Lombardia che – con l’arancione scuro – ha ’traslocato’ tutte le scuole, dalle materne alle superiori, in didattica a distanza. "Si ricorda – scrive la preside Giovanna Viganò – che lo studente può richiedere l’attivazione della didattica digitale integrata solo nel caso in cui si trovi sottoposto a un provvedimento...

di Simona Ballatore

"Nel caso di positività al Covid-19, lo studente anche asintomatico risulta assente per malattia e non può pertanto collegarsi alle lezioni". Lo dice il liceo scientifico Marconi di Milano dove una circolare mette i paletti alla partecipazione a distanza. La circolare è stata diramata il 4 marzo, alla vigilia dell’ordinanza di Regione Lombardia che – con l’arancione scuro – ha ’traslocato’ tutte le scuole, dalle materne alle superiori, in didattica a distanza. "Si ricorda – scrive la preside Giovanna Viganò – che lo studente può richiedere l’attivazione della didattica digitale integrata solo nel caso in cui si trovi sottoposto a un provvedimento di isolamento fiduciario in quanto contatto stretto di caso positivo al Covid". Quando i primi studenti positivi al Covid – ma asintomatici – sono stati esclusi dalla lezione si è sollevato il polverone: "Hanno già frequentato in presenza solo due mesi su sei. Perché far perdere pezzi di programma? Non sono contagiosi via schermo".

In caso di positività ogni scuola sembra comportarsi in modo differente: la linea prevalente è quella di far seguire comunque la Dad. "Anche quando eravamo in presenza noi abbiamo sempre attivato la didattica a distanza per chi era in quarantena fiduciaria, ma anche per quanti erano positivi al Covid e volevano seguire la lezione", spiegano dal liceo Volta al Beccaria. Altre scuole permettono invece la presenza, ma come semplice uditore. Il tema – ancora una volta – è spiccatamente burocratico e, con l’autonomia, ogni scuola dà la sua interpretazione. "Non c’è una vera regolamentazione per gli studenti – spiega Massimiliano Sambruna, segretario Cisl Scuola –, ma se per analogia si applica la normativa che vale per il personale scolastico è così: se sei positivo, sei ammalato, e se sei ammalato non puoi partecipare e firmare alcun atto, neppure il registro elettronico. In punta di diritto la circolare non è campata in aria, anzi. Anche se credo che in queste situazioni vada fatto un ragionamento di opportunità: se i ragazzi stanno bene vale la pena farli partecipare, visto quanto stanno già perdendo".

"Se un positivo venisse interrogato e non fosse soddisfatto del voto potrebbe far anche ricorso", avanzano l’ipotesi i rappresentanti degli studenti del Marconi, che hanno chiesto un incontro alla preside. "Si è sempre battuta per noi e per la scuola in presenza – sottolinea Alessia –, possiamo trovare una soluzione. Alcune studentesse ci sono rimaste male, e può sembrare un provvedimento ingiusto. Anche perché se uno sta bene, con la Dad almeno potrebbe restare alla pari col programma e non dover recuperare poi. Ma sarà sicuramente un problema burocratico, sappiamo che altre scuole stanno facendo come il Marconi, non siamo gli unici. Noi abbiamo proposto una soluzione: far partecipare anche chi è malato come uditore e non segnarlo presente".

In un altro liceo meneghino, l’Einstein, Ludovico, rappresentante dell’Unione degli Studenti di Milano, è appena uscito dalla quarantena: "Ma dal primo giorno ho sempre seguito la Dad, anche quando avevo la febbre, e devo dire che mi ha aiutato tanto – racconta –. Sono giorni infiniti, psicologicamente devastanti. Chi non ha nulla da fare, chiuso in una camera, può anche crollare. E invece l’ambiente scuola ti tiene attivo. Per questo credo che in casi del genere vada garantita la libera scelta degli studenti".