Bebe Vio con Manuel Bortuzzo (Nova)
Bebe Vio con Manuel Bortuzzo (Nova)

Roma, 16 marzo 2019 - Bebe Vio, fuoriclasse paralimpica, ha fatto visita Manuel Bortuzzo, lo sportivo promessa del nuoto italiano che nella notte tra il 2 e il 3 febbraio è stato reso paraplegico da una pallottola vagante sparata all’esterno di un pub nella periferia sud di Roma da sicari che volevano colpire un criminale. Manuel è in terapia presso la Fondazione Santa Lucia, istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, dove svolge cicli di riabilitazione, per recuperare almeno in parte le funzioni perdute, dopo che il colpo di arma da fuoco gli ha lesionato gravemente la colonna.

VIDEO Manuel torna in piscina dopo gli spari

"Il dono più bello della vita ‘il sorriso’, non è mai finita se non lo decidi tu. Energia pura" scrive il ragazzo, 19 anni, nel post, ringraziando la campionessa di scherma, che ammira da sempre in maniera incondizionata. Circa un mese fa su Instagram la dedica di Bebe Vio per la sua vittoria in Coppa del Mondo. “A tutti quelli che cadono ma appena possono si rialzano e riprendono a correre... o a nuotare! Daje Manuel!” ,aveva scritto. Oggi il pensiero è stato ricambiato con l'incontro a tu per tu, annunciato su facebook.

 

"Il dono più bello della vita IL SORRISO. Non è mai finita se non lo decidi tu. Energia pura. Gradita visita di Bebe Vio campionessa di vita". Così su Facebook il papà di Manuel Bortuzzo, Franco, ha ha postato la foto del figlio con Bebe Vio. Manuel nei giorni scorsi ha ricevuto anche al visita della Dark Polo Gang, gruppo tram famosissimo tra gli adolescenti. "E chi li ferma a questi. Potenti e carichi a 1000. Grazie di una visita top", è il post sempre del papà su Fb con video con tanto di selfie e l'hashtag #tutticonmanuel. Bortuzzo è paralizzato agli arti inferiori perché il proiettile ha reciso di netto le fibre nervose a livello spinale.

La Fondazione Santa Lucia, dove è ricoverato Manuel, è una istituzione riconosciuta dal Ministero della Salute, è un centro di eccellenza sulle neuroscienze, promuove la ricerca sul sistema nervoso (cervello e nervi periferici) e si occupa di riabilitazione neurologica per persone con gravi deficit. Tratta lesioni del midollo spinale, esiti di coma, ictus, malattie degenerative (in particolare sclerosi multipla e Parkinson), cerebrolesioni infantili.

Bebe Vio, all'età di 11 anni, fu colpita da una meningite fulminante che le provocò una setticemia con necrosi alle estremità. Per salvarla si rese necessario, tra l'altro, sottoporla all'amputazione di avambraccia e gambe, con applicazione di protesi.