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25 mag 2022

"Basta retorica sui fannulloni Troppi contratti da fame"

25 mag 2022

Gli imprenditori, soprattutto nei vostri settori, lamentano di non trovare lavoratori. Quanto c’entrano i bassi salari e le condizioni di lavoro offerte?

"Stanno circolando numeri inverosimili – avvisa Davide Guarini, segretario generale Fisascat, la categoria del commercio e del terziario della Cisl –. Qualcuno vuol soffiare sul fuoco della demagogia per riproporre una inesistente dicotomia tra imprenditori che cercano lavoratori da assumere nel rispetto delle leggi e ragazzi spiaggiati sui divani senza stimoli o incuranti del valore del lavoro. Le associazioni di settore lanciano l’allarme sulla carenza di circa 350mila addetti stagionali anche se storicamente abbiamo avuto occupati in estate di un ordine numerico più contenuto e comunque non può esserci un fabbisogno pari al numero degli occupati strutturali, perché questo significherebbe aver perso tutti gli addetti stagionali, il che ci pare impossibile".

È vero che spesso il lavoro offerto è uno stage gratuito o a rimborsi spese? E quanto incide l’orario di lavoro, spesso con straordinari non pagati e part-time involontario obbligato?

"Rispetto alle modalità di remunerazione i nostri uffici ci riportano uno spaccato imbarazzante: oltre a stage e rimborsi spese è frequente l’assunzione con orari part-time con poche ore settimanali nonostante gli orari di fatto siano ampiamente anche orari di lavoro a tempo pieno. Ma, oltre agli "scarsi" salari e agli orari "spinti", si trascura di considerare l’effetto spiazzamento che il Covid ha innescato. Faccio un esempio: se un lavoratore ha sempre lavorato in estate per procurarsi un reddito come cameriere e di fatto nelle ultime due annualità non ha potuto lavoratore è probabile che abbia rivolto la sua attenzione ad altri settori o addirittura all’estero".

Insomma, i rifiuti delle offerte di lavoro non dipendono dalla voglia di sussidi e non di lavoro, ma dalle condizioni offerte?

"Non ci sono giovani che non voglio lavorare per stare sul divano e vivere di sussidi. Sicuramente ci sono condizioni di lavoro anche illegali o scorrette. Ma vale la pena non prescindere da un aspetto: la stragrande maggioranza dei datori di lavoro nel settore turistico è costituita da persone serie che applicano i contratti e sono attenti a come fidelizzare lavoratrici e lavoratori stagionali. Costantemente a livello territoriale vengono sottoscritti accordi per consentire di agevolare l’assunzione di lavoratori stagionali. Le ultime intese raggiunte sono state siglate in Toscana e Liguria, con le controparti nel primo caso e con la Regione nel secondo".

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