Andrea Zanchi Ora che possiamo affacciarci di nuovo sul mondo, dopo mesi chiusi in casa per la lotta al virus, abbiamo un’occasione da non perdere: quella di riempire le piazze. Riempirle, sì, ma con idee, eventi e bellezza. Tradotto: un’offerta culturale adeguata, spettacoli musicali che non siano...

Andrea

Zanchi

Ora che possiamo affacciarci di nuovo sul mondo, dopo mesi chiusi in casa per la lotta al virus, abbiamo un’occasione da non perdere: quella di riempire le piazze. Riempirle, sì, ma con idee, eventi e bellezza. Tradotto: un’offerta culturale adeguata, spettacoli musicali che non siano l’ottuso ripetersi dei bonghi fino a tarda notte, uno scambio di opinioni sull’attualità e sul mondo che non avvenga per forza sdraiati per terra in una piazza al chiarore di una Peroni ghiacciata.

Le parole del sindaco di Bologna, Virginio Merola, che l’altro giorno ha affrontato il problema della movida selvaggia ricordando a tutti che le Due Torri, e per estensione l’Italia, non sono "un paese per vecchi", hanno riacceso un dibattito eterno su diritto al divertimento e rispetto della legalità.

Ma hanno avuto anche un merito: ricordare a tutti che la pandemia ha inciso in profondità soprattutto sulla vita quotidiana dei ragazzi. E che il virus, dopo aver falcidiato la nostra memoria con le migliaia di vittime tra i nostri nonni, ora attenta anche al nostro futuro. È doveroso che la società adulta provi a dare risposte, o almeno un’alternativa rispetto alla repressione, a chi adulto del tutto ancora non lo è, ma che non per questo ha meno diritto di divertirsi rispetto a quanto hanno fatto i propri fratelli o i propri genitori. La differenza sta tutta nel contenuto: senza idee e voglia di fare cultura preverrà la solita logica del cicchetto. Allora, organizziamoci e prepariamoci, ché l’estate si annuncia lunga.