Roberto

Pazzi

Basta mostrare braccia sforacchiate.

Sembra una vera propaganda di regime. Potrebbe persino ricordare le foto delle donne che donavano le fedi nuziali alla Patria, sotto il fascismo. Mi riferisco al diluvio di immagini televisive di braccia perforate dalla siringa del vaccino. Non se ne può più di questa ossessiva ostensione di carni arrese alla puntura. Candide braccia flaccide di anziani, braccia muscolose di maschi nella piena maturità, braccia grasse, magre, abbronzate, occhiate imbarazzate di donne punturate, colte in un momento che tutto sommato avrebbe diritto a qualche privacy. Qualcuno che reagisce con uno scatto, accusando il dolore, qualcuno si volta dall’altra parte, non vuole vedere. Altri sorride, stoico. Altri ha un sorrisino imbarazzato, un poco ebete, rivelando un disagio mal trattenuto. Ho studiato miriadi di reazioni, preparandomi al mio turno, ho già un campionario di espressioni, non mi coglierà impreparato quel momento fatidico. Ma quale regia sta dietro questa ossessiva ostensione di vaccinati? Punta sulla persuasione?

Ma siamo già persuasi, se siamo già tutti a lamentarci della lentezza con cui procede la vaccinazione, non c’è bisogno di bombardarci così. Punta sulla paura? Sulla benedetta tendenza a ripararci nella beatitudine della maggioranza, della massa, del gregge, come si dice oggi a invocare l’immunità? Ma non è mai un bel sentimento la paura, anche quando ispirata a un fine legittimo. Meglio tenersi alla ragione.