Guido Rasi
Guido Rasi
L’imperativo è quello di evitare fughe in avanti, con il rischio di pregiudicare il sistema di controllo sociale nel contrasto al Covid-19. Per Guido Rasi, docente di Microbiologia all’Università di Tor Vergata ed ex direttore esecutivo dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema), il problema non è tanto la cancellazione in sé dell’obbligo per gli immunizzati d’indossare la mascherina all’aperto quanto la tempistica migliore per compiere un simile...

L’imperativo è quello di evitare fughe in avanti, con il rischio di pregiudicare il sistema di controllo sociale nel contrasto al Covid-19. Per Guido Rasi, docente di Microbiologia all’Università di Tor Vergata ed ex direttore esecutivo dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema), il problema non è tanto la cancellazione in sé dell’obbligo per gli immunizzati d’indossare la mascherina all’aperto quanto la tempistica migliore per compiere un simile passo.

Bassetti: "Niente mascherine per gli immunizzati"

Professore, meglio non correre troppo?

"Dire già adesso che chi ha ricevuto entrambe le dosi possa omettere di portare il dispositivo di sicurezza mi suona un po’ prematuro. Sono ancora troppo poche le persone che hanno completato il ciclo vaccinale. Si rischia di spianare la strada a problemi d’identificazione dei soggetti protetti rispetto a quelli che, magari pur non avendo ricevuto nemmeno la prima somministrazione, potrebbero sentirsi legittimati in qualche modo a fare a meno della mascherina".

Ravvisa anche rischi di contagio da una eventuale, immediata revoca del dispositivo per gli immunizzati?

"No, no, quelli li escludo. Sul punto sono in sintonia con i colleghi che rimarcano la ridottissima possibilità di trasmissione del virus all’aperto da parte dei soggetti vaccinati".

Ma, a suo giudizio, quando potremo anche in Italia girare a volto scoperto come deciso da Israele e Stati Uniti, sia al chiuso, sia all’aperto?

"Se ne potrà parlare, una volta che si raggiungeranno i 30-40 milioni di vaccinati, anche solo con una dose e trascorsi comunque non meno di tre settimane dalla prima iniezione. Questo per quanto riguarda la situazione all’aperto, evidentemente. Resto tuttavia convinto che l’obbligo debba permanere in presenza di particolari forme di assembramento".

Condivide, però, l’assunto di chi coglie proprio nella revoca dell’obbligo di mascherina un elemento simbolico per un ritorno alla normalità dopo questa estenuante e tragica stagione di emergenza sanitaria?

"Non c’è dubbio, l’impatto non solo psicologico sarà assolutamente significativo. Dobbiamo avere ancora un po’ di pazienza e lasciare che salga, il più in fretta possibile, la curva delle persone vaccinate. Anche una parziale copertura vaccinale consente di avere una larghissima protezione dal virus".