Giorgio Vittadini* La pandemia ha riportato l’attenzione sul ruolo centrale di medici e ospedali per la cura delle persone. Negli scorsi anni in Italia abbiamo assistito a continui tagli nella sanità che ci hanno portato al di sotto della media europea nella spesa pro capite per la salute. La frenesia per i risparmi si è tradotta talvolta in un vero e proprio...

Giorgio

Vittadini*

La pandemia ha riportato l’attenzione sul ruolo centrale di medici e ospedali per la cura delle persone. Negli scorsi anni in Italia abbiamo assistito a continui tagli nella sanità che ci hanno portato al di sotto della media europea nella spesa pro capite per la salute.

La frenesia per i risparmi si è tradotta talvolta in un vero e proprio paradosso, come nel caso della pulizia nelle corsie.

L’Organizzazione Mondiale della Sanita (OMS) stima che tra il 5% e il 15% dei pazienti negli ospedali rischia di sviluppare infezioni causate proprio dalla degenza.

Ogni anno, a livello mondiale, centinaia di milioni di pazienti sono contagiati in ospedale da microrganismi come virus, bacilli e funghi, che causano un’ampia gamma di patologie.

Negli ultimi anni diversi studi hanno dimostrato che gli interventi di pulizia ambientale riducono l’incidenza di queste patologie. Occorre stabilire protocolli di pulizia per garantire un elevato livello igienico negli ambienti ospedalieri, in base alle differenti aree di rischio infettivo.

Una ricerca sugli ospedali nazionali della Fondazione per la Sussidiarietà e dell’Università Cattolica Bergamo mostra invece che la spesa per servizi d’igiene non tiene conto per niente del rischio infezioni e che era in netta diminuzione negli ultimi anni negli anni pre-Covid.

Non solo: i tagli indiscriminati si traducono in un paradossale incremento dei costi della sanità: negli ospedali lombardi, se un’azienda ospedaliera risparmia 58.000 euro all’anno per i servizi di pulizia, ha un esborso aggiuntivo di oltre 100.000 euro per l’impennata delle infezioni.

Dimenticare l’importanza dell’investimento capitale umano, da attuarsi attraverso istruzione e sanità, non è ammissibile alla vigilia di importanti scelte sull’uso delle risorse pubbliche.

* Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà