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16 apr 2022

"Basta armi a Kiev o sarà la catastrofe" Mosca evoca la risposta atomica

La nota diplomatica del Cremlino a Washington ricorda quella di Hitler del 1941. Zelensky: "Il mondo si prepari"

16 apr 2022
cesare de carlo
Cronaca

di Cesare De Carlo Non è una dichiarazione di guerra, come si usava una volta. Ma la nota diplomatica consegnata ieri al governo americano ha un secco tono ammonitorio se non addirittura ultimativo. "Chiediamo agli Stati Uniti e ai loro alleati di bloccare la militarizzazione irresponsabile dell’Ucraina, che implica imprevedibili conseguenze per la sicurezza regionale e internazionale". Questo il testo rivelato in esclusiva dal Washington Post. "Imprevedibili" conseguenze? Vladimir Zelensky, presidente della martoriata Ucraina, osa essere più specifico: "Il mondo intero è preoccupato. Prepariamoci al nucleare". Brividi dimenticati percorrono l’Occidente. La "militarizzazione irresponsabile" denunciata da Putin si riferisce agli armamenti "sensibili" già arrivati in Ucraina e a quelli in arrivo. Lo stesso Pentagono, per bocca del suo portavoce John Kirby, li definisce "all’altezza del tipo di battaglia che gli ucraini si apprestano ad affrontare nelle regioni orientali". Una battaglia, che sarà la madre di tutte le battaglie, scrive il Washington Post. Il presidente russo Vladimir Putin non può rassegnarsi a un’ennesima umiliazione. Ha perso a Kiev, ha perso quasi 20mila soldati e centinaia di carri armati in 52 giorni di guerra, ha visto affondare l’altro ieri la sua nave ammiraglia nel mar Nero. Finlandia e Svezia stanno per entrare nella Nato. Comprensibili frustrazione e rabbia. Ora vuole il Donbass che oltre a essere russofono è anche un granaio di proporzioni mondiali e rappresenterebbe la continuità territoriale con la Crimea, annessa nel 2014. Ma gli ucraini si sono rivelati formidabili combattenti, anche e soprattutto grazie ai quasi 6 miliardi di dollari di forniture militari dagli Stati Uniti. L’ultima tranche, 800 milioni, è stata decisa solo tre giorni fa e arriverà entro altri quattro o cinque giorni, prima – si spera – dell’offensiva finale dell’esercito russo. Scrive Daniel Michaels sul Wall Street Journal: non ci sono dubbi che senza le armi e gli istruttori ...

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