L’Italia rispetta il Green pass. Nella prima giornata della nuova certificazione verde sono state 84.580 le persone sottoposte a controllo di polizia sulle misure anti Covid e sono solo 17 quelle sanzionate, 8 le denunciate. E, a fronte di 6.523 esercizi commerciali o attività controllati, sono appena 10 i titolari i sanzionati, cinque le chiusure. Intanto, però, diverse manifestazioni No Green pass si sono svolte ieri, come nei giorni scorsi, in molte città italiane. La più numerosa, 5mila persone secondo la questura, il doppio per gli organizzatori,...

L’Italia rispetta il Green pass. Nella prima giornata della nuova certificazione verde sono state 84.580 le persone sottoposte a controllo di polizia sulle misure anti Covid e sono solo 17 quelle sanzionate, 8 le denunciate. E, a fronte di 6.523 esercizi commerciali o attività controllati, sono appena 10 i titolari i sanzionati, cinque le chiusure. Intanto, però, diverse manifestazioni No Green pass si sono svolte ieri, come nei giorni scorsi, in molte città italiane. La più numerosa, 5mila persone secondo la questura, il doppio per gli organizzatori, a Milano. Altre, spesso con cortei non autorizzati, si sono registrate a Roma, Torino, Firenze, Bologna, Napoli, Genova, Reggio Emilia, Novara, Aosta.

Le associazioni di categoria dei commercianti – pur non contrarie al Green pass – denunciano che l’impatto economico del provvedimento è stato comunque rilevante e chiedono modifiche alla normativa. "Dall’avvio del Green pass, negli ultimi due giorni – osserva Aldo Cursano, vicepresidente nazionale Fipe-Confcommercio e presidente Confcommercio Toscana – abbiamo avuto una mazzata, con un taglio che va dal 30% al 60% per gli spazi esterni dei bar e fino al 70% per i ristoranti che hanno solo sale interne. Io personalmente ho avuto un calo vicino a questa percentuale. Molte persone non hanno ben capito le nuove norme e hanno evitato proprio di andare al bar, anche al banco, e ancor più hanno disertato i ristoranti e molte altre non hanno scaricato il Green pass, o non avevano con sé il telefonino. A questo si aggiunge il funzionamento non perfetto della app che ci consente di verificare la bontà del certificato: specialmente con il cartaceo, va spesso in tilt".

"Premesso che sarebbe stato meglio far partire il tutto il primo settembre – prosegue Cursano – sarebbe opportuno che il governo ci togliesse l’onere dei controlli e consentisse ai clienti di fare una autocertificazione con la quale attestano di avere il Green pass e se ne assumono la responsabilità. Sarebbe veramente necessario". E non è una posizione isolata quella dell’esponente di Confcommercio. "L’entrata in vigore del Green pass obbligatorio disposto

dal Governo – sostiene Claudio Pica, presidente della Fiepet-Confesercenti

di Roma e Lazio e vicepresidente Confesercenti nazionale – sta già generando confusione e complicazioni tra malfunzionamenti dell’app deputata a scansionare il certificato e i clienti che fanno resistenza e tavoli che, di fatto,spesso rimangono vuoti. Le criticità maggiori, oltre alla ristorazione classica, riguardano pizzerie al taglio e tavole calde, quindi quelle attività che fanno servizi veloci e turnazioni rapide. Sarà necessario trovare un sistema che garantisca e coniughi insieme sicurezza sanitaria e possibilità di lavorare per queste piccole medie imprese".

A. Farr.