La cabina di regia e il Cdm fanno respirare bar, ristoranti e centri commerciali. Dal primo giugno i ristoranti e i bar potranno aprire a pranzo e a cena anche al chiuso. E i centri commerciali potranno riaprire a partire dal prossimo weekend. È un segnale concreto, e le categorie rispondono positivamente, anche se bar e ristoranti si aspettavano di più. "Non nascono che ci sentiamo ancora figli di un dio minore – osserva Aldo Cursano, vicepresidente nazionale Fipe e presidente di Confcommercio Toscana –, la riapertura a pranzo a cena dal primo giugno è certamente positiva, ma ci aspettavamo maggiore coraggio, avremmo voluto una riapertura da subito, dal 24 maggio. Sono 192 giorni che soffriamo, è dal 25 ottobre. In condizioni simili, anche pochi giorni contano. Se sei reduce dalla traversata del deserto un sorso...

La cabina di regia e il Cdm fanno respirare bar, ristoranti e centri commerciali. Dal primo giugno i ristoranti e i bar potranno aprire a pranzo e a cena anche al chiuso. E i centri commerciali potranno riaprire a partire dal prossimo weekend. È un segnale concreto, e le categorie rispondono positivamente, anche se bar e ristoranti si aspettavano di più. "Non nascono che ci sentiamo ancora figli di un dio minore – osserva Aldo Cursano, vicepresidente nazionale Fipe e presidente di Confcommercio Toscana –, la riapertura a pranzo a cena dal primo giugno è certamente positiva, ma ci aspettavamo maggiore coraggio, avremmo voluto una riapertura da subito, dal 24 maggio. Sono 192 giorni che soffriamo, è dal 25 ottobre. In condizioni simili, anche pochi giorni contano. Se sei reduce dalla traversata del deserto un sorso d’acqua fa la differenza, può essere vita o estrema unzione se arriva in ritardo".

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"In particolare – prosegue Cursano – per i bar attendevamo un via libera alle somministrazioni al banco da quella data: non si capisce che problemi sanitari possa creare una consumazione che dura pochissimi minuti, ma di solito meno di un minuto. E invece nulla, dovremo attendere fino al primo giugno. C’erano le condizioni per riaprire di più di quel che è stato fatto". la valutazione di Confesercenti è invece molto più positiva. "L’allentamento del coprifuoco – osserva il segretario generale, Mauro Bussoni – è già un passo importante, la riapertura dei centri commerciali nei weekend è sacrosanta e anche sui bar e ristoranti ci sono passi in avanti. C’è un cronoprogramma, si passa da un clima di incertezza e un clima di ottimismo. E ci attendiamo che il decreto sostegni dia alle aziende più colpite le risorse che sono state promesse. C’è un clima positivo che mi auguro che si traduca anche in una risposta dei consumatori". "Certo – ammette – per bar e ristoranti avremmo sperato che si partisse anche prima del primo giugno e ci attendevamo il via libera alle consumazioni al banco dal 24 maggio, ma comunque è arrivato un passo in avanti, soprattutto per la possibilità di tenere aperto a cena, al chiuso, dal primo giugno. Ed è molto importante anche la riapertura dei centri commerciali nei weekend, dopo uno stop totalmente immotivato".

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ll superamento del coprifuoco alle 22 e la possibilità di apertura all’interno dei locali per il servizio al tavolo e al bancone in bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi in tutta Italia, stima Coldiretti, vale per la ristorazione un fatturato di almeno 3,5 miliardi di euro al mese e riguarda circa la metà dei servizi di ristorazione che hanno con i posti all’aperto e che interessa anche gli altri, perché i posti all’aperto sono molti meno rispetto a quelli al coperto.

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Soddisfatti senza riserve i centri commerciali. "La riapertura dei centri commerciali e dei parchi commerciali nei fine settimana – esulta Alberto Frausin, presidente di Federdistribuzione – è un passo importante per tentare di invertire la rotta delle perdite subite fino a oggi. Aver ottenuto una data certa consentirà ai 30.000 punti vendita presenti nei centri commerciali di tornare alla piena operatività, garantendo il rispetto dei protocolli di sicurezza così come è stato fatto sino a oggi. Le riaperture sono un passaggio cruciale per guardare con ottimismo al futuro del Paese: la ripresa passa dai consumi e le aziende del commercio sono decisive nella creazione di valore per tutte le filiere produttive". Della necessità di aperture più estese si era convinto anche il Cts. "La riapertura dei ristoranti anche al chiuso – ha spiegato Sergio Abrignani, immunologo dell’università Statale di Milano e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts) – è un rischio che possiamo prenderci sapendo che tutto viene monitorato ogni settimana e se c’è qualcosa di anomalo in coincidenza delle riaperture la politica interverrà".

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