Giuseppe Conte ha fretta e vorrebbe portarlo in Cdm giovedì. Per questo cercherà in un vertice da tenersi questa sera di trovare un minimo comune denominatore sul decreto semplificazioni, un omnibus che spazia dalle opere pubbliche al taglio delle lungaggini, alla promozione della green economy e del digitale ma...

Giuseppe Conte ha fretta e vorrebbe portarlo in Cdm giovedì. Per questo cercherà in un vertice da tenersi questa sera di trovare un minimo comune denominatore sul decreto semplificazioni, un omnibus che spazia dalle opere pubbliche al taglio delle lungaggini, alla promozione della green economy e del digitale ma che introduce anche una mezzo condono edilizio e allenta le norme sugli appalti e la normativa Via e per questo ancora vede la maggioranza divisa. Il Pd non ha visto accolte alcune proposte. Una parte del M5s è contraria alle semplificazioni su appalti e Via e non a caso ieri sera era in agenda una riunione dei ministri pentastellati. Di sicuro è contraria Sel, che con Loredana De Petris avverte: "Va benissimo tutto ciò che semplifica la vita dei cittadini e che elimina lacci burocratici, ma dietro l’alibi della semplificazione, però, non possono nascondersi passi indietro sulla tutela dell’ambiente, deregolamentazioni sul consumo di suolo o ennesime sanatorie".

Contrari anche i Verdi perché il dl, osserva Angelo Bonelli, "consente la sanatoria per gli immobili edificati abusivamente che risulteranno conformi ai piani regolatori alla data di presentazione della domanda". Sel è possibilista sulla riforma dell’abuso d’ufficio, che viene bocciata da Enrico Costa, deputato di Forza Italia e responsabile giustizia. "Sono un sostenitore della eliminazione dell’abuso d’ufficio – osserva – e da ministro avevo anche istituito una commissione per questo. Ma una modifica come questa è inutile. O lo si abolisce o dovrà scattare solo con violazioni di legge specifiche".