22 feb 2022

"Bande accecate dalla rabbia. Ora ci sono anche le ragazze"

La presidente del Tribunale dei minori di Milano sull’allarme baby gang "La pandemia ha accentuato tante situazioni di disagio: Serve la prevenzione"

marianna vazzana
Cronaca

Gli accerchiamenti, le minacce con i coltelli, le rapine. I raid delle baby gang tengono da settimane i riflettori della cronaca puntati sull’escalation di violenza giovanile. A Milano, l’Istituto penale per i minorenni Cesare Beccaria è al completo, con oltre 30 detenuti in una struttura “a capienza ridotta“ per via dei lavori di ristrutturazione in corso da anni e per le regole anti Covid che hanno ulteriormente limitato gli spazi a disposizione. Ma "a preoccupare è soprattutto l’esplosione di rabbia da parte dei ragazzi. L’obiettivo non è il bottino ma esprimere la rabbia attraverso la violenza", sottolinea Maria Carla Gatto (foto), presidente del Tribunale per i minorenni di Milano. Una problematica che riguarda non solo il capoluogo lombardo e che porta alla luce un disagio giovanile, acuito dal periodo di pandemia. Rispetto al periodo pre pandemia è aumentato il numero delle custodie cautelari emesse nei confronti di minori? "Facendo un confronto tra il primo mese e mezzo del 2022 e lo stesso periodo del 2020, si nota che non è aumentato il numero delle misure, ma il numero dei ragazzi coinvolti. Mi spiego: prima le richieste riguardavano singoli o coppie mentre adesso i provvedimenti coinvolgono più ragazzi, dai 5 in su. Ecco perché c’è stato un incremento. La situazione personale e familiare dei minori e la loro modalità di agire ha giustificato l’applicazione della custodia cautelare in carcere". Perché i minori arrestati in flagranza vengono accompagnati in strutture fuori Milano? "Perché il Centro di prima accoglienza presso il Beccaria, cioè lo spazio in cui sostavano i ragazzi arrestati in attesa dell’udienza di convalida, è stato trasformato in “reparto di isolamento Covid“ per i giovani detenuti". C’è bisogno di nuovi posti? "Non punterei a questo. Il vero problema non è creare nuovi posti, ma attivare interventi di efficace prevenzione e supporto ...

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