15 apr 2022

Bancomat obbligatorio, come evitare multe

Dal 30 giugno scatta la rivoluzione dei pagamenti. Chi deve adeguarsi, le sanzioni e gli incentivi: guida per destreggiarsi tra le novità

antonio troise
Cronaca
Il Pos (dall’inglese Point of sale,. «punto di vendita») era già d’obbligo dal 2013
Il Pos (dall’inglese Point of sale,. «punto di vendita») era già d’obbligo dal 2013
Il Pos (dall’inglese Point of sale,. «punto di vendita») era già d’obbligo dal 2013

di Antonio Troise

Pronti, via. Dal 30 giugno, fra poco più di due mesi, scatta l’obbligo del Pos, vale a dire la possibilità di pagare tutto, dalla tazzina di caffè alla camera del Bed&Breakfast, con bancomat o carta di credito. Per la verità, il Pos (dall’inglese Point of sale, letteralmente "punto di vendita") era già d’obbligo dal 2013. La novità è che dal 30 giugno, chi non metterà a disposizione dei propri clienti questo strumento di pagamento, rischia una doppia sanzione. Ma ecco una mini-guida sulle principali novità previste dal decreto legge approvato dal governo.

CHI DEVE AVERE IL POS

Sono tenuti a dotarsi di un terminale di pagamento i commercianti, gli artigiani, le attività di ristorazione, i professionisti che esercitano in proprio e hanno un rapporto diretto con il cliente (ad esempio: avvocati, notai, commercialisti, medici), le attività ricettive come hotel, B&B e agriturismi.

QUANDO SCATTA L’OBBLIGO

L’obbligatorietà del Pos non scatterà a gennaio 2023, come inizialmente stabilito, ma dal prossimo 30 giugno, quando chi non accetterà pagamenti elettronici rischierà la sanzione.

LE SANZIONI

In realtà si tratta di una doppia sanzione. La norma, infatti, prevede una sanzione di 30 euro più il 4% del valore della transazione. Ad esempio, in caso dimancata accettazione di un pagamento di 25 euro, ci sarà una multa complessiva di 31 euro (30 euro più il 4% di 25 euro).

INCENTIVI E COMMISSIONI

Gli esercenti possono usufruire di un bonus che copre il 100% del registratore di cassa collegato al Pos. È stato poi introdotto un doppio credito di imposta. Il primo per gli esercenti che tra il 1° luglio 2021 e il 30 giugno 2022 acquistano, noleggiano o usano strumenti collegati a registratori di cassa elettronici (per spese massime di 160 euro). Il secondo, invece, è riconosciuto sempre agli stessi soggetti che, nel 2022, acquistano, noleggiano o usano strumenti che consentono anche la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri (per un massimo di 320 euro). Per tutto l’anno in corso molte banche rimborsano il 100% delle commissioni sulle transazioni fino a 5 euro avvenute tramite terminali POS fisici.

IN CASO DI RIFIUTO

Se il commerciante rifiuta il pagamento con il Pos, si potrà segnalare la vicenda all’Agenzia delle Entrate o alla Guardia di Finanza, che faranno partire gli opportuni controlli per capire se dietro al rifiuto c’è una volontà dell’esercente di violare la legge o non rendere tracciabili gli incassi ai fini fiscali i propri guadagni.

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