Polizia
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Napoli, 30 settembre 2020 - Una tragedia immensa dai contorni ancora da chiarire, quella successa a Napoli. E sullo sfondo l'ombra inquietante di un maledetto gioco online. Un bimbo di appena 11 anni è morto a Napoli lanciandosi dal balcone di casa. La Polizia di Stato e la Procura, che stanno indagando sull'accaduto, ipotizzano il reato di istigazione al suicidio.

Il ragazzino prima di compiere il gesto avrebbe lasciato un bigliettino con il quale chiede scusa alla mamma e nel quale fa riferimento a uno stato di paura vissuto, secondo quanto si apprende, alle ultime ore di vita. L'undicenne allude, in particolare, a un uomo nero, e gli inquirenti non escludono possa essere stato vittima dei cosiddetti "challenge dell'orrore", del tipo "blue whale", un gioco che si svolge totalmente online, che comprende atti di autolesionismo e anche, alla fine, il suicidio. Secondo quanto emerso finora, sembra che il bambino, residente con la famiglia nel quartiere Chiaia della città, fosse sano e felice, praticava sport ed era perfettamente integrato.

Lo psicologo

"Internet è un rifugio per i ragazzi che muoiono dentro. Preadolescenti e adolescenti che solo all'apparenza stanno bene. La fuga più semplice e a portata di mano è un mondo virtuale, che li cattura. Ma quello schermo, quella vita non vera può trasformarsi in un boomerang, perché soprattutto lì il preadolescente si trova ad affrontare un gruppo che ha i suoi rituali, spesso terribili 'giochi', riti di passaggio che rendono quella realtà adrenalinica, ma anche un baratro senza ritorno". E' il monito della psicopedagogista Antonella Elena Rossi, responsabile del progetto benessere di Opera, l'Osservatorio per educazione al rispetto e all'autostima del Comune di Verona, dopo la morte di un undicenne a Napoli e il possibile legame con una challenge sui social network.

Le reazioni

"Da mamma sono costernata. Mi stringo alla famiglia che sta vivendo una tragedia immane. Sono certa che la Polizia di Stato e la Procura faranno luce sui fatti: se dovesse essere confermata l'ipotesi dei 'challenge dell'orrore' ci troveremmo di fronte ad un'altra vicenda gravissima. Credo che come politici e
parlamentari dobbiamo interrogarci sul da farsi per intervenire su questo nuovo terribile fenomeno, forse ampliando le maglie della legge sul cyberbullismo". Lo dice la senatrice del Pd Valeria Valente, eletta a Napoli.

"La tragedia del piccolo di 11 anni che si è tolto la vita, a  Napoli, lanciandosi dal balcone di casa, perché istigato al suicidio da un assurdo gioco social impone a tutti un`immediata riflessione. Chi lo ha portato a compiere un gesto così estremo? Cosa c`è dietro quei messaggi, quei tentativi di approccio sul web che troppo spesso fanno diventare bimbi e adolescenti vittime di una realtà virtuale fuori controllo? Le risposte a queste domande spettano alla magistratura ma quello che deve farci riflettere è che quel bambino è il figlio di tutti noi". Lo scrive su Facebook il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia.

I social

"Non ci sono parole in queste circostanze - si legge sul profilo Facebook della scuola calcio dove l'undicenne giocava - che servano a capire percheè possano succedere tragedie così innaturali. Conosco i genitori da 14 anni, ho cresciuto i loro figli, non riesco a farmene una ragione, no, non ci sono parole, l'unica cosa a fare è cercare di non farle più accadere, e proveremo a farlo nei prossimi giorni quando le cose saranno più chiare. Ciao Gio"