Il balcone da dove è caduto il piccolo Samuele
Il balcone da dove è caduto il piccolo Samuele

Napoli, 18 settembre 2021 - Diventa un caso di omicidio la morte del piccolo Samuele Gargiulo, il bimbo di 4 anni caduto ieri dal balcone di un palazzo a Napoli. Quello che sembrava essere un tragico incidente, oggi assume un risvolto ancora più drammatico con la notizia che la Polizia di Stato ha fermato, su delega della Procura di Napoli, un uomo di 38 anni, Mariano Cannio, ritenuto gravemente indiziato dell'omicidio del piccolo Samuele. Il 38enne sarebbe il domestico che fa le pulizia per la famiglia Gargiulo: è incensurato e sembra avere problemi psichici. Il provvedimento di fermo è sottoposto al giudizio di convalida del giudice. Secondo le accuse, in un momento di distrazione della madre lo avrebbe afferrato e buttato giù. Sembra che l'uomo soffrisse di problemi psichici. Il bambino è deceduto, a causa delle gravissime ferite riportate, durante il trasporto al vicino pronto soccorso dell'ospedale dei Pellegrini. Ma nelle ultime ore è sotto esame un video apparso su Tik Tok dove il piccolo Samuele ripete: "Ti butto giù", frase probabilmente udita da un adulto in casa.

L'appello della mamma: "Pietà per Samuele"

Chi è l'uomo fermato

L'uomo fermato è un collaboratore domestico, molto conosciuto nella zona, dove abita. Da quanto ricostruito aveva accesso alle abitazioni di diverse famiglie del quartiere che si fidavano di lui. Viene descritto come persona molto chiusa di carattere. Al momento della tragedia la mamma del piccolo Samuele si era allontanata dalla stanza dove era il figlio e, secondo la ricostruzione investigativa, l'uomo fermato oggi avrebbe lanciato nel vuoto il piccolo per motivi ancora sconosciuti. Alla svolta nelle indagini si è arrivati dopo gli interrogatori dei familiari del piccolo Samuele: in un primo momento la madre sotto choc non si era ricordata che Cannio fosse in casa ieri. Cannio, interrogato dagli inquirenti, ha ammesso di trovarsi su quel balcone e di aver preso in braccio il piccolo Samuele, negando però di averlo scaraventato giù dal balcone. L'uomo ha detto di soffrire di disturbi della psiche e di non saper spiegare come sia precipitato il bambino.

"Ti butto giù"

E' al vaglio degli investigatori anche un video in cui il piccolo Samuele ripete la frase "Io ti butto giù". Il filmato sta circolando sui social dopo essere apparso su Tik Tok. Gli inquirenti stanno cercando di capire se il bambino ha ripetuto quelle parole dopo averle sentite pronunciare da un adulto. Altra frase poco dopo: "Perché tu sei una 'lota'" (termine dialettale dispregiativo, ndr). Alla fine del video Samuele non parla più, come per non farsi ascoltare da qualcuno verso cui volge lo sguardo. Il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli: "Anche io sono entrato in possesso del video e l'ho trovato inquietante. Faranno bene gli investigatori ad andare fino in fondo su questa vicenda".

Le prime ricostruzioni di ieri

Nella giornata di ieri mazzi di fiori bianchi, peluche e lumini sono stati deposti in via Foria, a Napoli, la strada traversa a via Giuseppe Piazzi, di fronte alla caserma Garibaldi, dove il bambino è precipitato dal terzo piano di un antico palazzo. In casa c'era la mamma incinta di 8 mesi e, secondo le prime ricostruzioni dell'episodio circolate ieri, si credeva che il piccolo si fosse arrampicato da solo sulla righiera del balcone, fino a sporgersi troppo. Dopo la caduta i soccorsi sono stati immediati, ma le condizioni del bambino erano già critiche e a nulla è servito il trasporto d'urgenza, scortato da agenti in moto, fino all'ospedale Pellegrini. L'autorità giudiziaria ha aperto un'inchiesta e ieri gli investigatori hanno sentito i genitori del piccolo, molto conosciuti in zona perché appartenenti ad una famiglia di noti commercianti. 

Il quartiere sotto choc

L'intero quartiere è rimasto sotto choc. C'è incredulità e stupore tra la gente del quartiere al diffondersi della notizia: "Non è possibile ammazzare un bimbo" urla una donna. La strada si era svegliata sgomenta, senza parole perché è troppo il dolore per una morte così "assurda e inconcepibile". E ora, dopo aver appreso che c'è un uomo fermato per omicidio, lo stupore si trasforma in rabbia. Chiunque passa davanti al palazzo si ferma per qualche minuto, si fa il segno della croce, alza lo sguardo verso quel balcone del terzo piano. "È un dolore troppo forte - dice una donna anziana - Non riesco a immaginare il dolore dei genitori e della mamma che è anche incinta. Povera donna". È l'incredulità il sentimento che si associa al dolore e il via vai di cittadini del quartiere che vogliono lasciare una loro testimonianza di affetto e vicinanza ai genitori, conosciuti nella zona, è continua. Intanto i vicini di casa stanno portando fiori, giocattoli e anche una maglietta del Napoli in via Forio, il luogo in cui si è consumata la tragedia.