Una veduta interna dell'ospedale Sant'Anna di Torino (Ansa)
Una veduta interna dell'ospedale Sant'Anna di Torino (Ansa)

Torino, 7 novembre 2019 - La penosa vicenda di Giovannino, il neonato con l'ittiosi arlecchino abbandonato dai genitori in ospedale a Torino, continua a catalizzare l'attenzione pubblica. Il caso "riporta al centro del dibattito il tema degli oltre 300 bambini che, in Italia, sono stati dichiarati adottabili e attendono una famiglia. Per questo bambino, dopo che la sua storia è uscita dal 'limbo', si è scatenata una gara di solidarietà. Significa che le famiglie italiane hanno un cuore grande''. E' quanto afferma il presidente di Ai.Bi, Amici dei bambini, Marco Griffini, commentando la vicenda torinese.  L'organizzazione è nata oltre trent'anni fa da un movimento di famiglie adottive e affidatarie e da allora porta avanti la sua battaglia contro l'abbandono minorile in Italia e nel mondo.

UN CASO SU UN MILIONE - L'ittiosi arlecchino, la malattia rara che ha colpito Giovannino, si presenta "in un caso su un milione". A fornire la stima è Teresa Mazzone, presidente Sispe (Sindacato italiano degli specialisti pediatri), che aggiunge: "Giovannino, infatti, presenta una serie di squame e da qui deriva il nome di Arlecchino. Oltre a ciò, questa patologia rarissima comporta delle gravi problematiche respiratorie che inficiano la possibilita' di sopravvivenza fin dalle primissime settimane di vita".

MOVIMENTI PER LA VITA - Il caso di Giovannino, il bimbo di 4 mesi con una rarissima malattia alla pelle abbandonato dalla nascita all'ospedale Sant'Anna di Torino, "ci dona speranza e fiducia nell'umanità" perché "c'è ancora chi si prodiga per accogliere e assistere l'imperfettò che per alcuni è solo 'materiale di scarto". Lo afferma Claudio Larocca, presidente di Federvi.P.A:, la federazione dei centri di aiuto e Movimenti per la Vita di Piemonte e Valle d'Aosta.