L'equipe di Polizia e Croce Rossa accompagna la bambina a Kiev (foto Cri)
L'equipe di Polizia e Croce Rossa accompagna la bambina a Kiev (foto Cri)

Milano, 12 novembre 2021 - I genitori l'hanno fortemente voluta. Tanto da ricorrere alla maternità surrogata per vederla nascere. Poi però l'hanno abbandonata. E' la triste storia di una bambina nata un anno fa in Ucraina con il cosiddetto 'utero in affitto' da una coppia di italiani che però poi sono rientrati in Italia, lasciandola lì, alle sole cure di una babysitter. Adesso la piccola sarà data in adozione: avrà una nuova famiglia italiana. 

I genitori: "Non volevamo abbandonarla"

Ad occuparsi del caso è stato il Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia (Scip) dopo la denuncia della tata che non aveva più notizie dei genitori della bambina. La babysitter, che la coppia aveva trovato grazie alla mediazione di un'agenzia interinale, aveva anche smesso di ricevere i soldi per il sostentamento della piccola. Così si è rivolta al consolato italiano che ha segnalato la vicenda alla procura della Repubblica competente in Italia ed alla Procura della Repubblica dei Minori. Accertato che la coppia non aveva intenzione di riprendersi la figlia, i magistrati hanno avviato l'iter per il rimpatrio e l'adozione.

Aperta un'inchiesta a Novara

La bimba, accompagnata da un'equipe di Scip e dalla Croce Rossa, è tornata ieri in Italia, con un aereo atterrato a Malpensa da Kiev. Con lei hanno viaggiato anche i suoi peluche preferiti e una pediatra volontaria Cri, Carolina Casini, che si è presa cura degli aspetti sanitari della piccola insieme a una infermiera volontaria, Halina Landesberg. Carolina Casini ha rassicurato sulle condizioni di salute della bambina, che sta bene: "Per fortuna, la tata che l'ha accudita fino a ieri l'ha amata molto e se ne è presa cura egregiamente". 

Il video dell'arrivo in Italia

"Ha dormito in braccio a me per due ore e mezza, ovvero per tutta la durata del viaggio - ha detto ancora il medico - È bellissima. Per come si era presentata la missione avevano paura di trovare una piccola mal tenuta, non ben nutrita e deprivata affettivamente, ma non è stato così: la bambina è allegra e interagisce positivamente con gli adulti".

La baby sitter "per motivi economici, non avendo più sovvenzioni, aveva problemi a occuparsi ancora della bimba, ma soprattutto non sapeva più giusitificare la presenza della piccola nella sua vita: era preoccupata delle ripercussioni legali e ha quindi deciso di rivolgersi alle autorità". 

La bambina, di cui sappiamo soltanto che ha il nome di una fatina, ha lasciato la tata che finora le ha fatto da mamma per incontrare una nuova mamma. Una mamma che stavolta sarà per sempre.