Per la prima volta in 60 anni le donne sfiorano la parità al Consiglio superiore della magistratura: le consigliere togate sono 7, solo due in meno dei loro colleghi uomini, e sinora non erano mai state così tante. Un risultato storico che non è stato raggiunto con le quote rosa. Ma che è il primo e forse unico frutto positivo del terremoto venuto alla luce con le intercettazioni dell’ex presidente dell’Anm Luca Palamara. All’inizio della consiliatura nel 2018 le donne erano infatti solo quattro. Le altre sono approdate al Csm con le dimissioni dei consiglieri (uomini). L’ultima eletta è Maria Tiziana Balduini, presidente di sezione al Tribunale di Roma e candidata di Magistratura Indipendente, che ha vinto le terze elezioni suppletive del Csm (stavolta si trattava di sostituire l’ex consigliere Marco Mancinetti ), battendo con 2.086 preferenze i suoi concorrenti, tutti uomini: Luca Minniti, giudice a Firenze e candidato di Area (1637 voti), Mario Cigna, presidente di sezione al tribunale di Lecce e candidato di Unicost (1011) e Marco D’Orazi, giudice a Bologna e candidato di Autonomia e Indipendenza (526).