Bacio senza tempo. Il soldato Usa e la triestina nello scatto del 1954: "Sono i miei genitori"

Il figlio li riconosce in un’immagine che immortala la coppia alla stazione giuliana. Il militare e l’amata si sono sposati a Livorno e hanno vissuto negli Stati Uniti.

Il soldato statunitense James Swain bacia la sua futura moglie Graziella a Trieste (Foto Borsatti)

Il soldato statunitense James Swain bacia la sua futura moglie Graziella a Trieste (Foto Borsatti)

Trieste, 27 dicembre 2023 – L’amore ha sempre un nome e un cognome. Anche se a raccontarlo è solo una foto in bianco e nero, ingrigita dal tempo, scattata più di mezzo secolo fa in una stazione al confine della cortina di ferro. Soprattutto se si scopre che nel bacio immortalato per caso tra i binari di un’Italia pronta a lasciarsi alle spalle la Seconda Guerra Mondiale si condensano passione e sentimento dei propri genitori.

Quando Ugo Borsatti nel 1954 alla stazione di Trieste fotografò lo schioccar delle labbra di un soldato americano, che sporgendosi dal finestrino del treno sorreggeva una ragazza triestina sollevandola a un metro da terra, non poteva immaginare che 40 anni più tardi un altro militare statunitense sarebbe venuto a sfidare la bora per cercarlo e accertarsi che i due della foto fossero davvero suo padre e sua madre. A rispolverare questa vicenda è ‘InTrieste’, un trimestrale in lingua inglese che si pubblica nel capoluogo giuliano e che ha intervistato proprio quest’ultimo, Christopher Swaim, il figlio della coppia del bacio. La loro è una delle tante storie che hanno contrassegnato l’arrivo degli alleati per liberare il Paese dai nazisti. Protagonisti il giovane soldato James Swain, originario di un paesino dell’Arizona, e la triestina Graziella. I due si conoscono grazie al bucato che la ragazza fa per i soldati d’Oltreoceano, non avendo quattrini per mantenersi. La fiamma della passione scalda il sogno di una vita insieme con figli e nipoti. Se non fosse che la Storia, con la S maiuscola, prova a mettersi di trasverso a quella con la s minuscola. Gli italiani reclamano Trieste e nel 1954 l’Us Army di stanza in città, nove anni dopo la Liberazione del Belpaese, fa armi e bagagli e la restituisce a Roma. Anche James deve partire. A Graziella non resta che andare alla stazione per dire addio al suo soldato. Borsatti fa il resto.

Il finale della vicenda sembra già scritto: James negli Usa, Graziella nella sua Trieste. Invece, la storia con la s minuscola prevale. Il soldato e la lavandaia si sarebbero poi sposati nel novembre dello stesso anno, a Livorno, e, dopo varie traversie, sarebbero andati a vivere negli Stati Uniti. Ora lo racconta Christopher, classe 1956, soldato anche lui e che a Vicenza, dove fu trasferito dall’esercito, scoprì la foto e si mise alla ricerca.