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20 gen 2022

Baci, un secolo di successi. Così Luisa Spagnoli fuse l’amore col cacao

I cioccolatini della Perugina spengono cento candeline. La fondatrice li aveva chiamati "cazzotti". Fu l’amante segreto Giovanni Buitoni a farle capire che al dolce bisognava cambiare nome

20 gen 2022
viviana ponchia
Cronaca
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Uno storico manifesto pubblicitario dei Baci. In alto Luisa Spagnoli
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Uno storico manifesto pubblicitario dei Baci. In alto Luisa Spagnoli

Un "cazzotto", perché assomigliava a un piccolo pugno, il nome ci stava. E sposava benissimo l’aria dei tempi e la politica linguistica del periodo, se qualche anno dopo di "tre cazzotti" avrebbe parlato Mussolini. Luisa Spagnoli, pioniera dell’angora e delle caramelle, prendeva di sbieco le cose per andare al punto: nocciola tritata recuperata dagli avanzi, cioccolato fuso con sopra una nocciola intera tostata e l’abbraccio fatale del fondente. Un cazzotto: l’allusione era servita. Perché cambiasse nome andava capito. Occorreva che qualcuno gli riconoscesse un’anima. La sua, secondo la morale del tempo, era in bilico. Nel 1922 la cofondatrice dalla Perugina aveva quarantacinque anni, era madre di tre figli e amava, riamata, Giovanni Buitoni, di quattordici più giovane. Una storia segreta, impossibile per la legge e per l’anagrafe. Emersa trent’anni dopo la morte di lei dall’autobiografia dell’imprenditore, che appunto fu il primo a non farsi ingannare dall’apparenza: quel dolcetto non aveva niente di violento. E andava chiamato Bacio. Eccoci qui un secolo dopo a farci gli affari loro e a festeggiare il compleanno di un peccato (di gola) che tutti più o meno sconteremo. Perché irresistibile. E perché a qualcuno venne l’idea di offrirlo dentro un cartiglio di parole d’amore, il corrispettivo nostrano del biscotto della fortuna, vaticinio e bussola nel marasma della vita. "Lancia il tuo cuore davanti a te e corri a raggiungerlo". Questo il tono, da La Fontaine a Laura Pausini, perché in fondo l’amore è semplice. La pietra miliare della futura Internazionale Buitoni Perugina si affermò nei mercati in ripresa del dopoguerra, poi andò per la sua strada confermandosi prodotto di punta quando negli anni ’80 la Ibp, nel portafoglio azionario della Cir di Carlo De Benedetti, venne ceduta alla Nestlè. Resta il mito conosciuto in tutto il mondo con la scatola blu e argento e la ...

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