Napoli, baby gang mette in fuga i poliziotti
Napoli, baby gang mette in fuga i poliziotti

Napoli, 18 gennaio 2020 - Poliziotti bersagliati dai ragazzini con i petardi, e costretti alla ritirata a Napoli. E' la denuncia postata su Facebook da Francesco Emilio Borrelli, consigliere campano dei Verdi, al quale è stato inviato il video.

Nel post che accompagna il filmato, Borrelli scrive: "Cinque agenti di polizia costretti a indietreggiare e difendersi con gli scudi da oggetti e petardi lanciati nella loro direzione da ragazzini inferociti e invasati nell'indifferenza degli adulti, alcuni addirittura sorridenti di fronte a una scena allarmante e raccapricciante al tempo stesso. E' accaduto a Napoli, nel Borgo Sant'Antonio Abate, dove si è verificato un assalto in piena regola alle forze di polizia". 

Napoli, baby gang mette in fuga i poliziotti

Il consigliere sul social aggiunge: "A realizzarla una manciata di ragazzini, intenti a nascondere alberi e legnami per il 'fuocarazzo' di Sant'Antonio Abate, a cui bisognerebbe spiegare che non è questo il modo in cui la gente civile vive".

L'esponente dei verdi si chiede: Ma in certi contesti è credibile che ciò avverrà mai? Questa è la Napoli di domani?". "Fuori dal contesto in cui vivono i protagonisti di questa inaccettabile ribellione quale spazio e quale funzione potranno mai occupare e svolgere? Occorre fermarli, cresciuti in ambienti criminali siano tolti alle famiglie e rieducati nei luoghi giusti. - conlcude Borelli - Questi messaggi non possono passare, non possono essere consentiti bisogna rispondere con severità. Alcuni territori non sono agglomerati urbani bensì polveriere a cui va sottratta la miccia. I ragazzini di Borgo Sant'Antonio Abate hanno dato un assaggio di quanto pericolose possano essere le baby gang".

In una nota i segretari provinciali di Napoli Siulp, Coisp, Silp Cgil e Fsp commentano i fatti accaduti nel Borgo Sant'Antonio Abate: "I colleghi vanno plauditi, in quanto, fermi e professionali nel loro intento di prevenzione senza alcuna indole di belligeranza; hanno arretrato di fronte a minori che provocavano e danneggiavano. Politicamente però è opportuno sottolineare che lo status sociale della nostra città è diventato invivibile e senza una ferma decisione politica di coinvolgere la cittadinanza in prove di civiltà e attenzione nei confronti dei tutori dell'ordine e di attenzione alle norme, il nostro lavoro e la nostra opera di pacificazione e di prevenzione diventa alquanto inutile".

La nota dei rappresentanti sindacali continua: "Lo Stato non può e non deve arretrare rispetto ad atti tanto scellerati da parte di una sparuta parte della popolazione, ma deve essere aiutato anche da altre istituzioni, come il Comune, assistenti sociali e tessuto culturale circostante, affinché si radichi in questa cittadinanza malriuscita il seme della civiltà. Bisogna creare dei circuiti di conoscenza e divulgazione che aiutino a sradicare la malerba e portare la nostra città all'attenzione delle istituzioni centrali affinché giungano, in via stanziale, sul territorio più uomini, mezzi ed indennità per tessere le radici di controlli preventivi talmente fitti da non dare più adito a queste rappresaglie da terzo mondo".