Un'ambulanza (foto d'archivio)
Un'ambulanza (foto d'archivio)

Avezzano (L'Aquila), 20 settembre 2020 - Tentato omicidio, seguito da un suicidio, stamattina ad Avezzano, dove un medico,al culmine di una lite, ha accoltellato tre volte la moglie e poi si è gettato nel vuoto, sfracellandosi a terra dopo un volo dal quarto piano.
La donna - Paola Lombardo, 67 anni - è in prognosi riservata ed è stata sottoposta a intervento chirurgico. Lombardo, proprietaria di una profumeria in una via centrale di Avezzano, è candidata al Consiglio comunale. L'uomo, Vittorio Emi, 70 anni, era cardiologo: è morto sul colpo
La tragedia ha sconvolto l'intera comunità, dove il medico e sua moglie sono molto conosciuti. Niente lasciava presagire l'accaduto. Sul posto sono intervenute le forze dell'ordine e il 118 che ha soccorso i due coniugi

La candidatura al consiglio comunale

"Sono Paola Lombardo, mi presento come candidata con l'intento deliberato di fare politica, ma con il semplice titolo di cittadina avezzanese attiva nel commercio da molti anni": è il messaggio con cui Paola Lombardo si è presentata alle elezioni con la lista "Avezzano Libera" a sostegno del candidato sindaco Giovanni Di Pangrazio. 
"Non ho trascorsi nella politica - continua il messaggio elettorale - avendo dedicato tutta la mia vita alla famiglia e al mio lavoro, che tuttora svolgo con passione ed energia e che mi ha insegnato a conoscere le persone e a capirne i desideri e le esigenze".

Avezzano commissariato

Ad Avezzano - con circa 40mila abitanti, la seconda città più grande al voto in Abruzzo - si sta votando in un Comune guidato dal commissario, Mauro Passerotti: infatti, nel giugno del 2019 c'è' stata la caduta prematura, per sfiducia e mancata approvazione del bilancio, del sindaco di centrodestra, Gabriele De Angelis, che nel giugno del 2017 al ballottaggio aveva sconfitto, sostenuto da un raggruppamento civico, il sindaco uscente, Giovanni Di Pangrazio, che aveva vinto il primo turno. 
De Angelis, ora coordinatore provinciale di Forza Italia, aveva dovuto anche superare l'ostacolo della cosiddetta "anatra zoppa", cioè la maggioranza in consiglio comunale tornata nelle mani del sindaco perdente, innescata da una sentenza del Consiglio di Stato che ha riconteggiato le preferenze. Sei in tutto i candidati in corsa.