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5 giu 2022

Avanti ladri Dove siamo è scritto online

5 giu 2022
giorgio
Cronaca

Giorgio

Comaschi

Frase sentita al bar. Due stanno commentando un furto subìto da qualcuno nel suo appartamento e uno dei due dice: "Tanto i ladri lo sanno dove andare…". Infatti. Lo sanno perché glielo diciamo noi dove andare. Ogni giorno. Non c’è bisogno che abbiano una soffiata da qualcuno di un’impresa edile che ha lavorato nella casa o di qualche colf complice. Glielo diciamo ogni giorno su Facebook o su Instagram, pubblicando foto di particolari di interni, scorci completi dell’appartamento, camere da letto, terrazzi, vie di fuga, entrare alternative, cucine, così che i ladri sappiano anche dove trovare due merendine per fare una pausa furto. C’è una precisione quasi maniacale da parte degli utenti dei social nel far vedere a tutto il mondo i loro luoghi più intimi, gatti, cani, nonne, nonni, zii, governanti ai fornelli, bambini di qualsiasi età correre e giocare per casa (per poi dire quando c’è la foto di classe a scuola: "No, io non do il permesso di fare vedere mio figlio, per la privacy).

Si sventola il fazzolettone della privacy ovunque per difendere la propria intimità, le cose personali, e poi si crolla davanti al bisogno impellente di fotografare e mandare in rete la foto di un maccherone scodellato a tavola, di un bimbo che gioca col gatto, di un cagnolino che gioca con la nonna. Facciamo vedere tutto. E soprattutto, colti dal bisogno di non lasciare nulla di nascosto della nostra vita, ci fotografiamo e riprendiamo coi videini anche in vacanza, comunicando così ai ladri che siamo partiti, dove siamo e informandoli anche su quanto stiamo via. Per i topi da appartamenti è una strada spianata. Arriveremo al punto di fotografare anche la cassaforte per mostrare dove abbiamo nascosto gioielli e orologi, faremo il videino della mano che la apre svelando così la combinazione e pubblicheremo la foto della serratura della porta di ingresso, per agevolare il compito dei malintenzionati. Che ringraziano già da ora sentitamente. Rispettando ovviamente la privacy.

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