Una torretta dell'autovelox (Cusa)
Una torretta dell'autovelox (Cusa)

Roma, 23 maggio 2018 - Autovelox e tutor, l'Italia è terza per copertura sul territorio. Sono 23mila i punti di controllo di cui il 70 per cento corrisponde ad autovelox fissi e semafori con telecamera. Solamente Brasile e Germania - secondo i dati disponibili dell'indagine Woolf, che ha ideato un dispositivo made in Italy indossabile per sicurezza di motociclisti e automobilisti e la sua app - superano il nostro Paese, considerando che sono circa 180mila i punti di segnalazione autovelox e tutor nei settanta principali Paesi del mondo. Alle migliaia di autovelox e semafori con telecamera vanno aggiunti 600 archi di misurazione Tutor autostradale, con i restanti apparecchi che vengono utilizzati come postazioni per i controlli mobili.

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I sistemi di misurazione della velocità stradale e autostradale, Velox e Tutor, sono una fonte molto importante degli incassi per i Comuni italiani. L'anno scorso le amminstrazioni locali hanno messo nelle tasche 1,7 miliardi di euro, registrando una crescita record del 20 per cento rispetto ai risultati del 2016. La tendenza verso l'aumento degli incassi è costante negli ultimi anni: due anni fa i dati parlavano di un più 4 per cento rispetto al 2015, quando si era registrato un più 9 per cento rispetto al 2014.

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Scorporando le maxi cifre nazionali, si ottiene una spesa di 33 euro per abitante (compresi bambini e anziani), che però balza a 52 euro se si prendono in esame solamente gli utenti della strada. La realtà - stando all'analisi di Woolf - è che gli automobilisti che più frequentemente viaggiano devono fronteggiare un costo medio all'anno di oltre 100 euro per multe e sanzioni simili.

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