Due agenti di Poizia controlla l'autocertificazione di due persone in piazza Duomo,Milano, 30 marzo 2021. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
Due agenti di Poizia controlla l'autocertificazione di due persone in piazza Duomo,Milano, 30 marzo 2021. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Roma, 1 aprile 2021 - I Pinocchio dell'autocertificazione, nonostante un tris di sentenze favorevole, hanno poco da sorridere. Dichiarare il falso alle forze dell'ordine, in caso di controllo, può essere considerato un reato e può costare davvero caro. Il rischio è quello di un processo penale e - anche se il giudice ci dà ragione, lasciando immacolato il casellario - resta comunque la possibilità che alla fine il prefetto ci faccia pagare lo stesso la sanzione amministrativa. Proprio quella che, arrampicandoci sugli specchi alla Manolo, avevamo tentato di evitare in tutti i modi. 

Autocertificazioni false, le ultime notizie

Al momento sono tre le sentenze, tutte con motivazioni differenti, che hanno scagionato i furbetti dell'autocertificazione. I casi risalgono a marzo del 2020.

Il primo è stato discusso a Milano: un caldaista aveva scritto sul modulo consegnato alle forze dell'ordine che stava andando a un appuntamento con un collega, cosa che poi non è avvenuta. Il gip lo ha assolto, perché, come recita l'adagio, non si possono processare le intenzioni. L'operaio non è stato condannato perché al momento del fermo stava dicendo la verità, poi l'appuntamento è saltato e lui ha fatto altro. Ma quando è stato controllato, non poteva sapere cosa gli sarebbe successo.

Nel caso di Reggio Emilia, una coppia era stata fermata e aveva dichiarato di essere andata in ospedale per fare dei controlli. La verifica delle forze dell'ordine aveva dato esito negativo: i due non avevano effettuato alcuna visita. Per il gip, però, il dpcm che obbliga a firmare l'autocertificazione è illegittimo, per cui il reato di falso ideologico non sussiste.

Nel terzo caso, quello emerso nei giorni scorsi, il giudice per l'udienza preliminare di Milano ha deciso di assolvere un ragazzo di 24 anni che aveva dichiarato di stare tornando a casa dal lavoro, mentre in realtà era il suo giorno di riposo. Semplificando molto, durante il processo con rito abbreviato, è stato stabilito che non si è obbligati a dire il vero se sottoposti a controllo per violazione dei protocolli anti Covid, perché non c'è una norma giuridica che costringa a farlo.

Cosa si rischia se dichiaro il falso

A questo punto, potrebbe anche sembrare conveniente mentire se sottoposti a controllo: tanto non è reato. Ma non è così. “Il nostro sistema giuridico non è come quello di derivazione anglosassone, un precedente giurisprudenziale non è vincolante per un giudice tanto più se si tratta di sentenze emesse dal tribunale e non dalla Corte di Cassazione le cui sentenze, secondo il nostro ordinamento, sono rilevanti, ma non vincolanti. Pertanto, l’esito del processo sarà comunque incerto – spiega l'avvocato Cristina Lorenzetto del foro di Bologna - anche citando sentenze a noi favorevoli. Qualora le forze dell’ordine dovessero riscontrare come il contenuto dell’autocertificazione non corrisponda al vero, verrà iscritto un procedimento penale nei nostri confronti”. Il rischio concreto, in parole povere, è quello di finire in tribunale se si decide di dichiarare il falso.

Quanto si deve pagare per una multa

Se si viene fermati e si dichiara di non avere un motivo valido, la sanzione amministrativa va da 400 a 1000 euro. Con lo sconto del 30% se si paga entro cinque giorni. Questo significa che se siamo veloci ad allargare i cordoni del portafoglio, essere pizzicati dalle forze dell'ordine può costarci appena 280 euro. Un cifra ridicola rispetto al costo di un processo penale, dove per forza dovremmo farci assistere da un legale.

La beffa della multa dopo l'assoluzione

Ma l'assoluzione dal processo penale non è per forza una vittoria su tutta la linea. “Nel caso del caldaista di Milano, il giudice espone come non sia ravvisabile nei confronti dell’imputato il reato di falso, ma specifica come la condotta possa essere rilevante dal punto di vista amministrativo. Ciò significa che potrà essere sanzionato il comportamento di chi abbia violato la normativa emergenziale Covid-19”. Questo vuol dire che dopo aver pagato il nostro legale per aver mantenuto intonso il nostro casellario, potremmo comunque essere costretti a sborsare fino a 1.000 euro per i nostri spostamenti fuori dalle regole.