24 apr 2022

Auto elettriche come il gas russo "Finiremo per dipendere dalla Cina"

Confindustria: "Importiamo da Pechino il litio per le batterie". Tabarelli: "Meglio puntare su ibrido e diesel"

antonio del prete
Cronaca

di Antonio Del Prete Dalla padella degli idrocarburi russi alla brace dell’automotive cinese. La crisi della globalizzazione ci coglie impreparati. Altro che finita, la storia smentisce Francis Fukuyama e ricomincia: Mosca e Pechino non si accontentano più dell’iscrizione al club del Wto, ambiscono al ruolo di potenze. Diventano nemici. Perciò da Putin, già passato dalle parole ai fatti, proviamo oggi affannosamente a divincolarci andando a caccia di gas in giro per il mondo. Ma la lezione della crisi ucraina rischia di non essere compresa. Domani, infatti, potremmo ritrovarci succubi del Dragone, sempre più egemone nel mercato delle auto elettriche. L’ALLARME DI CONFINDUSTRIA Marco Bonometti, membro del consiglio generale di Confindustria, lancia l’allarme. "Puntare solo sull’elettrico è un suicidio – avverte –, se oggi siamo in mano alla Russia per il gas, domani rischiamo la dipendenza dalla Cina: in Italia mancano le materie prime per le batterie, cioè litio e nichel, che arrivano dall’Asia". "Lo stesso accade per pannelli fotovoltaici e pale eoliche con il 70% della produzione mondiale concentrata in estremo oriente", ragiona Davide Tabarelli, docente dell’Università di Bologna e presidente di Nomisma Energia. I motivi sono banali. Non riguardano soltanto la localizzazione delle materie prima, ma anche i prezzi. "I cinesi non hanno rivali perché sfruttano economie di scala e i bassi costi del lavoro e soprattutto dell’energia elettrica". DRAGONE LEADER DEL MERCATO Fattori che, secondo un rapporto della società di analisi GlobalData citato da Forbes, determineranno "il dominio della Cina sul mercato dei veicoli elettrici". Le stime spiegano un’affermazione tanto perentoria. Nel 2026 oltre la metà dei 12,76 milioni di auto prodotte nel mondo arriverà dalla Cina. Che, inoltre, fabbricherà il 61,4% delle batterie agli ioni di litio. È alla porta di Xi Jinping, dunque, che continueremo giocoforza a bussare per raggiungere il traguardo della transizione ecologica. Una rivoluzione che il governo italiano ...

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