Andrea Bonzi Eccola, la fila di luci lampeggianti delle auto accese come sull’albero di Natale (anche se è quasi estate). Avvertono chi sta arrivando: rallenta e fermati, c’è fila. Incolonnati su autostrade e tangenziali, bloccati ai semafori attorno ai centri storici delle nostre città, passiamo una...

Andrea

Bonzi

Eccola, la fila di luci lampeggianti delle auto accese come sull’albero di Natale (anche se è quasi estate). Avvertono chi sta arrivando: rallenta e fermati, c’è fila. Incolonnati su autostrade e tangenziali, bloccati ai semafori attorno ai centri storici delle nostre città, passiamo una media di oltre 10 giorni all’anno chiusi nelle nostre auto, con picchi di 21,5 giorni a Roma e 18,6 a Milano. A fare i calcoli è Nomisma, che nel suo studio ricorda come l’Italia sia al secondo posto in Europa in quanto a densità di vetture: 663 auto ogni 1.000 abitanti. Ci batte solo il Lussemburgo. Una crescita che non si ferma: negli ultimi 20 anni, il parco veicoli del nostro Paese è aumentato del 20%.

Altro dato: nelle ore di punta, per compiere un tragitto di 8 chilometri che, senza traffico, richiederebbe 30 minuti, ci si mette dai 51 ai 54 minuti, un’oretta scarsa. Il calcolo si riferisce a Milano e Roma, ma chi è costretto a usare l’auto ogni giorno sa che è così in tante zone di Bologna, Firenze, Napoli. Tutto tempo perso che nessuno ci restituirà mai. Noi, forzati dell’auto, spesso viaggiamo soli: la media è di 4 persone ogni 3 automobili.

Col trasporto pubblico in difficoltà dopo il ciclone Covid, l’unica soluzione – sostiene Nomisma – è condividere con altri il tragitto, il ’car pooling’. Ma non tutti se lo possono permettere, tra commissioni da fare e orari da far collimare. E poi, diciamocelo, siamo pigri. Per molti, non rinunciare alla comodità-libertà dell’auto propria vale ancora il tempo perso.