Lorenzo

Bianchi

Corrado Augias restituirà all’ambasciata francese la Legione d’onore. Il giornalista non riesce a capacitarsi del fatto che la stessa onorificènza sia stata consegnata ad Abdel Fattah al-Sisi, presidente dell’Egitto, il Paese nel quale è stato rapito, torturato e ucciso Giulio Regeni e che tiene ancora in prigione Patrick Zaki, dottorando presso l’Università di Bologna. Negli ultimi tempi la Francia si è mostrata del tutto insensibile al tema. In Libia appoggia il generale Khalifa Haftar, che non ha esitato a bombardare un campo di profughi a Tripoli.

Nel disegno neogollista di Parigi rientra anche il recupero del rapporto con la Russia.

Citiamo Jean Yves Le Drian, ministro degli Esteri di Macron: "Non è nel nostro interesse che la Russia si allontani da noi". Subito dopo il presidente francese è stato invitato al Cremlino. Nel rapporto con al-Sisi il terreno comune è lotta al terrorismo che il 29 ottobre ha seminato di nuovo morte nella cattedrale di Nizza. Accade così che gli obiettivi della Francia travolgano ogni cosa e che i diritti umani finiscano per essere aridamente e pericolosamente confinati nella dichiarazione universale dell’Assemblea generale dell’Onu nella sua terza sessione, il 10 dicembre 1948, a Parigi (ironia della storia). L’oblio volontario offusca anche le parole che dopo il nazismo parevano scolpite nella pietra. Ricordiamole: "Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti".