Giampaolo

Pioli

Provaci anche tu Matthew. Gli altri ci sono riusciti. Ronald Reagan e Jesse Ventura, Arnold Schwarzenegger e Donald Trump. Tutti gli attori passati alla politica, in America, hanno fatto centro. La gente gradisce lo spettacolo ovunque. Due sono andati addirittura da Hollywood alla Casa Bianca, e gli altri hanno occupato le poltrone di governatori.

Adesso dopo l’Oscar nel 2013 con ’Dallas Buyer Club’, a 51 anni, Matthew McConaughey guarda i sondaggi e pensa seriamente di poter diventare il nuovo padrone del Texas fra 18 mesi. Il 44% degli intervistati ammette che voterebbe per lui. Solo il 18% sosterrebbe l’attuale governatore repubblicano Greg Abbott.

La sua storia di star e outsider è perfetta e la moglie brasiliana Camila Alves è più bella di Melania Trump. In realtà McConaughey non ha ancora deciso per quale partito correre. Potrebbe trovare sulla strada Beto Rurke ma il politico dem è abbonato alle sconfitte.

Con un partito repubblicano lacerato dallo scontro fra trumpiani e non trumpiani, invece se McConaughey scegliesse un’agenda moderata sedurrebbe gli indipendenti. In Texas però ci sono praterie vere, uomini duri e non set hollywoodiani. Aver criticato democratici e repubblicani negli ultimi mesi lo aiuta sui social ma potrebbe danneggiarlo in campagna elettorale. Matthew ha davanti gli esempi di Reagan e Trump, nel bene e nel male. Nessuno di loro è mai stato da Oscar, ma hanno vinto entrambi.