Massimo Cutò La domanda è: come se la cava in bicicletta? Raoul Bova ha tanti talenti, è stato ottimo nuotatore ed è un buon attore (pur senza le stimmate). Ma la sfida mette paura. Inutile alzare cortine di fumo come nel calcio mercato: il bel Raoul prenderà il posto di Terence Hill nel ruolo del Don...

Massimo

Cutò

La domanda è: come se la cava in bicicletta? Raoul Bova ha tanti talenti, è stato ottimo nuotatore ed è un buon attore (pur senza le stimmate). Ma la sfida mette paura. Inutile alzare cortine di fumo come nel calcio mercato: il bel Raoul prenderà il posto di Terence Hill nel ruolo del Don Matteo televisivo. Per raggiunti limiti di età, a 82 anni l’uomo venuto dal western all’italiana smetterà i sacri panni. La successione sarà graduale. Bova, che di anni ne ha 49, entrerà nella fiction come sacerdote di prima nomina, farà l’apprendista pretone al fianco del super parroco per poi prenderne il posto. La staffetta si compirà nella quarta puntata della prossima serie, la tredicesima, destinata a battere il record di 7 milioni di spettatori.

Le similitudini fra i due sono più delle differenze. Entrambi atletici, faccia che piace, occhi azzurri, simpatia, autorevolezza, ironia. Però c’è un però. Terence Hill è diventato un’icona grazie a 255 episodi messi nello zaino. È diventato l’amico fidato del giovedì sera tra una messa, un’opera di carità e le intuizioni da detective. Si è rivelato profondo conoscitore dell’animo umano, capace di aggiustare i destini dei parrocchiani e risolvere le inchieste più spinose. Don Matteo è lui. Come Zingaretti è Montalbano e Nonno Libero è Lino Banfi. La stessa ragione per cui Gastone Moschin e Sergio Castellitto, interpreti straordinari, hanno fatto flop alle prese con don Camillo e Maigret. La strada di Raoul Bova è in salita: ha voluto la bicicletta, ora deve pedalare.