Incendiari nella tenuta presidenziale di Castelporziano. L’allarme dei cittadini ha evitato il peggio
Incendiari nella tenuta presidenziale di Castelporziano. L’allarme dei cittadini ha evitato il peggio
Incendiari in azione a Castelporziano, riserva naturale di inestimabile valore, polmone di Roma sud e residenza estiva del capo dello Stato. Ieri mattina poco dopo le 6 inneschi sono stati accesi e lanciati oltre il muro di cinta della tenuta. Un vero e proprio attentato nell’estate dei roghi dolosi. A evitare il peggio l’allarme dei cittadini, che hanno avvisato i pompieri. Hanno preso fuoco alcuni alberi e una piccola porzione di macchia mediterranea e arbusti. I danni sono stati fortunatamente limitati a una ventina di metri quadri di...

Incendiari in azione a Castelporziano, riserva naturale di inestimabile valore, polmone di Roma sud e residenza estiva del capo dello Stato. Ieri mattina poco dopo le 6 inneschi sono stati accesi e lanciati oltre il muro di cinta della tenuta. Un vero e proprio attentato nell’estate dei roghi dolosi. A evitare il peggio l’allarme dei cittadini, che hanno avvisato i pompieri. Hanno preso fuoco alcuni alberi e una piccola porzione di macchia mediterranea e arbusti. I danni sono stati fortunatamente limitati a una ventina di metri quadri di terreno bruciato.

Il presidente Mattarella ha ribadito la sua condanna per atti di criminalità che colpiscono la comunità civile, ringraziando i cittadini che hanno segnalato l’incendio e le squadre di soccorso: "Grazie al loro intervento tempestivo sono state evitate gravissime conseguenze".

Il capo dello Stato giorni fa aveva sorvolato in elicottero le zone dell’Oristanese colpite dai rovinosi incendi di fine luglio e aveva commentato: "Chi se ne è reso colpevole ha sulla coscienza una gravissima responsabilità". Ieri è andato a fuoco anche il sud della Francia, migliaia di evacuati nella regione del Var, colpita da un’ondata di siccità straordinaria, nei giorni scorsi erano state diffuse le foto dei fiumi prosciugati e del terreno solcato da profonde crepe. Ma anche in Italia l’estate 2021 ha numeri choc. Dall’inizio dell’anno a oggi sono stati avvolti dalle fiamme oltre 140mila ettari di boschi, un’area grande quanto le città di Venezia, Genova, Torino, l’Aquila e Napoli messe insieme, e che porta il 2021 a strappare al 2017 il triste record per gli incendi.

Nell’analisi di Coldiretti caldo e piromani hanno spinto i grandi incendi, cresciuti del 256% con una escalation di fuoco che dalla Liguria alla Calabria, dalla Sardegna alla Puglia, dalla Sicilia alla Campania, dalla Basilicata all’Abruzzo, fino a Marche, Molise e Toscana, costa all’Italia circa un miliardo fra spegnimento, bonifica e ricostruzione. Il bilancio è tracciato su dati Effis rispetto alla media storica 2008-2020 in relazione ai violenti roghi che stanno devastando il Paese con decine di migliaia di ettari di boschi e macchia mediterranea inceneriti, animali morti, alberi carbonizzati, oliveti e pascoli distrutti.

"Una situazione angosciante che l’Italia è costretta ad affrontare – evidenzia Coldiretti – perché se da una parte 6 incendi su 10 sono di origine dolosa, dall’altra per effetto della chiusura delle aziende agricole, la maggioranza dei boschi nazionali si trova senza sorveglianza per l’assenza di un agricoltore che possa gestirli in un Paese come l’Italia dove più di un terzo della superficie, per un totale di 11,4 milioni di ettari, è coperta da boschi con quasi 1 su 3 (32%) che fa parte di aree protette".