INDAGINE Il procuratore della Repubblica Salvatore Vitello (al centro) con il consigliere Fabio Maria Gliozzi
INDAGINE Il procuratore della Repubblica Salvatore Vitello (al centro) con il consigliere Fabio Maria Gliozzi

Gennaio, 21 gennaio 2015 - I FREQUENTI attacchi dei lupi a greggi e bovini con relativi ingenti danni per i nostri allevatori da oggi è all’attenzione anche della procura della Repubblica. Nessun indagato per ora, nessuna inchiesta, bensì solo l’apertura di un fascicolo che in termini tecnici viene identificato con «atti relativi». In parole povere il procuratore capo del nostro palazzo di giustizia, Salvatore Filippo Vitello ha chiesto e ottenuto dal comandante della Forestale una lunga relazione a fronte della quale ha deciso di aprire un fascicolo. E’ un primo passo per tenere costantemente sotto controllo la situazione definita dallo stesso procuratore «molto complessa».

Le difficoltà di un qualsiasi tipo di intervento riguardano proprio la specie. Il lupo, infatti, è un animale protetto e come tale non può essere in alcun modo abbattuto. I rischi sono elevati e il codice penale punisce severamente l’abbattimento di queste specie. C’è quindi bisogno, come afferma lo stesso dottor Vitello, di «interventi mirati sul piano organizzativo». E ricorda un precedente. «Tempo fa l’allora sindaco di Verona emise un’ordinanza per il contenimento dei lupi che fu poi annullata dal Tar». A queste difficoltà ne va aggiunta un’altra non certo di secondaria importanza. Le iniziali 320 coppie di lupi immesse nella nostra Regione intorno agli anni Ottanta si sono quintuplicate e ormai nei boschi scorrazzano più ibridi che non la razza pura del lupo. Gli ibridi sono molto più sanguinari e feroci ed è per questo che gli attacchi agli allevamenti accadono con una frequenza maggiore. Oggi, come oggi nessuno sa con esattezza quanti ibridi ci siano.

COSA FARE, dunque, per tutelare i nostri allevatori? Un quesito che ieri è stato oggetto anche di un incontro tra il prefetto e il direttore di Coldiretti e che per ora non ha risposte certe. Di fatto chi vive di agricoltura ogni sera quando chiude i recinti e le stalle incrocia le dita sperando che durante la notte i suoi animali non siano sbranati e uccisi.

Ogni, anno di media, nella nostra provincia vengono uccise mille pecore. Un danno enorme a cui va aggiunto anche quello indotto ricollegabile agli animali sopravvissuti che smettono di dare il latte e abortiscono. Ma i lupi ultimamente non si limitano ad attaccare le greggi. A Montechiarino qualche settimana fa, infatti, avevano ucciso una vacca che da lì ad un mese avrebbe partorito. Il veterinario dell’Usl subito chiamato dal proprietario dell’allevamento – che aveva lamentato un danno di tremila euro – non ebbe alcun dubbio nell’ammettere che l’animale era stato attaccato e per questo era morto da un canide.