di Giampaolo Pioli È felice come un bambino Richard Branson anche se ha quasi 71 anni. Ha vinto la sua scommessa. È stato il primo a volar nello spazio come un privato cittadino. Ha visto la curvatura rotonda della terra. È rimasto per venti secondi come tutti i suoi compagni di viaggio a bordo della Spaceflight Unity22 in assenza di gravità con gli occhi gonfi di meraviglia. Dopo 17 anni di sperimenti tentativi e tragedia, può dire finalmente "missione compiuta". Ieri la sua Virgin Galactic decollata dallo Spaceport America, il gigantesco hangar che affianca la pista di lancio nel deserto del New Mexico, alle porte di...

di Giampaolo Pioli

È felice come un bambino Richard Branson anche se ha quasi 71 anni. Ha vinto la sua scommessa. È stato il primo a volar nello spazio come un privato cittadino. Ha visto la curvatura rotonda della terra. È rimasto per venti secondi come tutti i suoi compagni di viaggio a bordo della Spaceflight Unity22 in assenza di gravità con gli occhi gonfi di meraviglia. Dopo 17 anni di sperimenti tentativi e tragedia, può dire finalmente "missione compiuta".

Ieri la sua Virgin Galactic decollata dallo Spaceport America, il gigantesco hangar che affianca la pista di lancio nel deserto del New Mexico, alle porte di un villaggio ribattezzato "Truth or consequences", ha sancito il decollo ufficiale della sua navicella spaziale che raggiungendo la velocità di 3.600 chilometri l’ora ha portato in orbita per alcuni minuti anche due piloti e tre esperti che hanno realizzato il progetto destinato alla realizzazione di voli commerciali aperti a tutti. Anche se per il momento il biglietto da 250.000 dollari per un’esperienza di 90 minuti non è proprio alla portata di chiunque...

"È meraviglioso, è l’esperienza di una vita", ha commentato Branson da bordo della navicella prima che rientrasse a terra con un perfetto atterraggio.

Il modulo, composto dal supersonico aereo-traghetto e la navetta che si sarebbe staccata una volta raggiunti i 50 chilometri dal suolo terrestre, ha potuto decollare solo con due ore di ritardo per le cattive condizioni del tempo ma poi tutto si è svolto regolarmente con una precisione cronometrica.

La gioia di Branson consiste anche nel primato della sua Spaceflight che ha battuto di nove giorni il New Shepherd, il siluro di Blue Origin che porterà invece in orbita la navicella con a bordo Jeff Bezos, il fondatore di Amazon.

Come incoraggiamento augurale prima del lancio, anche il terzo miliardario americano scatenato nella corsa alla privatizzazione dei voli spaziali, Elon Musk di Tesla, ha fatto colazione con Branson parlando anche di possibili collaborazioni future tra i due sognatori tecnologici.

Entro la fine dell’anno sono in previsione altri due voli sperimentali della Spaceflight mentre dal 2022 diventeranno operative le prenotazioni dei 700 privati che hanno già sottoscritto l’incredibile e unica esperienza pagando 250.000 dollari a testa.

Branson ha confessato di aver provato una grande emozione durante il suo rientro nell’atmosfera ed è in quel momento che ha capito che l’idea di realizzare 400 voli l’anno stava diventando una realtà.

La piccola base del New Mexico è destinata ad occupare per mesi le pagine dei media perché è l’unica del suo genere esistente in America, e molti credono che possa diventare un vero e proprio centro per un’economia del futuro planetario.

Per Virgin Galactic si aprono adesso orizzonti insperati che Branson ha rincorso da oltre 17 anni con alti e bassi. Uno dei momenti più tristi nella fase preparatoria è stata la morte di un pilota della navicella che si è sfracellato al suolo.

Ma ieri è stato il grande giorno e prima di salire a bordo, ricordando l’incontro con Musk, Branson ha detto "è proprio bello iniziare una giornata storica incontrando un amico".