Il 76enne alpinista Reinhold Messner ha ricevuto ieri il vaccino AstraZeneca
Il 76enne alpinista Reinhold Messner ha ricevuto ieri il vaccino AstraZeneca
di Giovanni Rossi Mario Draghi alza il tiro sui vaccini e avvisa l’Europa. Basta ipocrisie. "Bisogna essere pratici, si cerca di stare insieme ma qui si tratta della salute: se il coordinamento europeo funziona, bisogna seguirlo; se non funziona, bisogna andare per conto proprio", dichiara il presidente del Consiglio in un giorno simbolicamente decisivo per la campagna vaccinale. Riparte in mezza Italia la somministrazione del vaccino AstraZeneca. E per dimostrare che il siero appena riabilitato dall’Ema è sicuro sono pronti tre sponsor d’eccezione: Mario Draghi in persona, il commissario all’emergenza generale Francesco Figliuolo, il responsabile della Protezione civile Fabrizio Curcio. Figliuolo e Curcio si vaccineranno già oggi. Draghi a stretto...

di Giovanni Rossi

Mario Draghi alza il tiro sui vaccini e avvisa l’Europa. Basta ipocrisie. "Bisogna essere pratici, si cerca di stare insieme ma qui si tratta della salute: se il coordinamento europeo funziona, bisogna seguirlo; se non funziona, bisogna andare per conto proprio", dichiara il presidente del Consiglio in un giorno simbolicamente decisivo per la campagna vaccinale. Riparte in mezza Italia la somministrazione del vaccino AstraZeneca. E per dimostrare che il siero appena riabilitato dall’Ema è sicuro sono pronti tre sponsor d’eccezione: Mario Draghi in persona, il commissario all’emergenza generale Francesco Figliuolo, il responsabile della Protezione civile Fabrizio Curcio. Figliuolo e Curcio si vaccineranno già oggi. Draghi a stretto giro.

"Non ho ancora fatto la prenotazione – dice il presidente del Consiglio –, ma la mia classe di età è entrata. Farò AstraZeneca, certo. Mio figlio l’ha fatto l’altro ieri a Londra, non c’è nessun dubbio, nessuna prevenzione". Un esempio e un incentivo fortissimo per i cittadini, imitando la modalità scelta ieri dal premier britannico Boris Johnson. Draghi, nella conferenza stampa post Cdm, dice però molto di più: la cancelliera tedesca Angela Merkel favorevole allo Sputnik russo non lo spaventa. "Con pragmatismo si deve cercare il coordinamento europeo, se non si riesce a mantenerlo si possono vedere altre strade", continua il premier. Comprese forniture Sputnik? "Vediamo", è la risposta, che certo non prefigura stravolgimenti di "europeismo e atlantismo", però rinnova la dichiarazione di guerra alla pandemia in corso. E come in ogni conflitto, i corpi dello Stato devono rispettare le consegne: "Le Regioni vanno in ordine sparso, sono molto difformi nei criteri e nella capacità di somministrare il vaccino, e questo non va bene – è il richiamo –. Bisogna darsi regole comuni". Anziani e fragili restano le categorie più esposte: "Quelle da cui bisogna partire – prosegue il premier –. Poi se ci sono problemi, lo Stato c’è". Pronto a supplire, integrare.

La sfida del momento è rilanciare AstraZeneca dopo la sospensione precauzionale (che ha fatto saltare 200mila prenotazioni) e la ripartenza a poche ore dal nuovo via libera dell’Ema. Numeri ufficiali dopo appena cinque ore di inoculazioni – dalle 15 alle 20 – non ce ne sono, ma gli operatori registrano quasi ovunque riscontri incoraggianti, con flessioni assai contenute: la forchetta della rinunce starebbe tra il 2-3% del Lazio e il 5-10% della Lombardia (pari al dato medio nazionale secondo le prime stime). Un risultato positivo considerati l’interruzione decisa in sede politica – con incorporato rischio-stigma – e il ritrovato semaforo verde in un quadro non privo di disallineamenti, dalla Francia che riserva il siero anglosvedese ai soli over 55, ai paesi scandinavi che mantengono la sospensione precauzionale.

Ieri i tempi stretti non hanno consentito ad alcune Regioni di riprogrammare in tempo le vaccinazioni (il dilemma è se recuperare subito i beffati dallo stop oppure attendere), ma tra oggi e lunedì AstraZeneca sarà di nuovo protagonista su tutto il territorio. Solo dopo almeno una settimana di somministrazioni sarà possibile capire se tra i cittadini è tornata la fiducia. Ipotesi plausibile visti gli esempi dall’alto. Da Roma e Milano arrivano istantanee promettenti. A Milano, al centro del Policlinico in Fiera, nessuna defezione: nel primo giorno dopo il blocco tutti gli 800 prenotati hanno ricevuto la dose, e si sono presentate addirittura 100 persone in più. A Roma lunga fila alla Nuvola dell’Eur. "Non ho paura, i vaccini vanno fatti. È l’unico modo per tornare a vivere", dice Luigi, combattivo under 80. E Anna, 76 anni, rampogna i parenti: "Mi hanno tempestato di telefonate dicendo di non farlo, ma io sono qua: o la va o la spacca". E tutto finisce per il meglio.