Il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro (Ansa)
Il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro (Ansa)

Catania, 18 marzo 2021 - Il poliziotto Davide Villa, morto dopo l'inoculazione del vaccino contro il Covid di Astrazeneca, sulla base "della storia clinica pregressa dello stesso, risulta che questi rientrava nelle categorie per le quali è raccomandata la somministrazione di un diverso vaccino". Lo scrive il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catania Carmelo Zuccaro, in una nota diffusa dalla Procura. Zuccaro spiega comunque che non vi è "l'esistenza di un nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino di Astrazeneca e il decesso del Villa, valutazione per la quale sono necessari numerosi altri accertamenti di competenza" della Procura di Messina.

"Altri accertamenti - conferma il procuratore Zuccaro - sono in corso da parte di questo Ufficio sulle componenti del lotto del vaccino somministrato al Villa e ad altro paziente attualmente in cura per eventi trombotici al fine di verificare le modalità di conservazione e trasporto del lotto da cui sono stati prelevati i vaccini in questione e se per determinati soggetti con caratteristiche genetiche o con storie cliniche particolari tali componenti possano rappresentare un rischio".

Sempre sul caso dell'agente Villa, la Procura scrive che, con la premessa che "l'accertamento della causa mortis costituisce oggetto di un procedimento di competenza della Procura di Messina", sulla base degli accertamenti medici effettuati, "in base alle caratteristiche genetiche riscontrate in relazione ai quesiti proposti, non sussistono fattori genetici predisponenti ad eventi trombotici a carico del Villa, mentre invece dalla storia clinica pregressa dello stesso risulta che questi rientrava nelle categorie per le quali è raccomandata la somministrazione di un diverso vaccino".

La Procura di Catania afferma anche che "non constano elementi che consentano di ipotizzare che gli eventi sui quali sta indagando siano sintomatici di un pericolo nell'utilizzo del vaccino di Astrazeneca, e neanche di alcuni suoi lotti, da parte della generalità dei soggetti nei cui confronti tale utilizzo è consentito" e sottolinea come "la fermezza di tale convinzione è dimostrata dal fatto che lo scrivente e la stragrande maggioranza dei magistrati e del personale di questo ufficio si sono recati a ricevere la somministrazione del vaccino" Astrazenaca quando l'inchiesta era già aperta.