Roma, 8 aprile 2021 - Il Mario Draghi che non ti aspetti, quello che si presenta in conferenza stampa a Palazzo Chigi, con al suo fianco Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità. Non tanto sui temi, quanto nei toni. Ribadisce pubblicamente, ed è la seconda volta, che bisogna vaccinare prima gli anziani, legando senza se e ma il raggiungimento di questo obiettivo alle riaperture. Che ci saranno, il prima possibile, ma sempre a seconda dei dati (contagi e vaccinazioni) e senza ancora una data fissata. Il Governo sta lavorando alla ripartenza, assicura il premier. E nel concreto, non a grandi linee (vedi "fiere ed eventi"). Poi d'improvviso, mentre ragiona sulle priorità delle vaccinazioni, si accende, chiedendo a se stesso (e a tutta l'Italia): "Con che coscienza un giovane salta la lista e si fa vaccinare, sapendo che lascia esposto a rischio concreto di morte persone over 75 o persone fragili?". Istintivo, sempre garbato. Sicuramente netto come poche altre volte. Una formula inedita, diretta e calda, che terrà per tutti i 90 minuti di botta e risposta con i giornalisti. 

Draghi accelera sulle riaperture: ecco la strategia per far ripartire l'Italia

La conferenza stampa

Over 75 e 80

Il premier chiarisce subito che ci sono dosi necessarie per vaccinare tutti gli over 80 e una parte di chi ha più di 75 anni "entro aprile". Non ha dubbi sul raggiungimento degli obiettivi della campagna vaccinale, parla di "buon clima" con le regioni e spiega che il tema delle fasce di età per le vaccinazioni "è al centro delle riaperture". Perché "se riduciamo il rischio di morte nelle classi più esposte al rischio è chiaro che si riapre con più tranquillità".  Ragiona Draghi: "Il rischio di decesso è massimo per coloro che hanno più di 75 anni, quindi bisogna vaccinare prioritariamente i più anziani". Vaccinare le persone più a rischio "è nell'interesse delle regioni". Anche perché "ci sarà una direttiva del generale Figliuolo, vedremo come inserire il parametro delle vaccinazioni delle categorie a rischio tra quelli che si usano per autorizzare le riaperture". Secondo richiamo alle regioni, dopo quello lanciato sempre in conferenza stampa poche settimane fa.

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Draghi arrabbiato

A un certo punto, inusualmente, Draghi si scalda: "Uno può banalizzare e dire: smettetela di vaccinare chi ha meno di 60 anni, i giovani o ragazzi, psicologi di 35 anni. Queste platee di operatori sanitari che si allargano. Con che coscienza un giovane salta la lista e si fa vaccinare?", si chiede Draghi. Che prende di mira direttamente "quelli che saltano la fila". 

Riaperture

Il presidente del Consiglio spiega che il governo sta già pensando alle riaperture, ma ammette di non avere una data per l'agognato semaforo verde, ribadendo che "dipende da vaccinazioni e contagi". Precisa anche che l'ultimo decreto, in scadenza il 30 aprile, prevede la possibilità di anticipare il via libera. Chiaramente le regioni più avanti con le vaccinazioni, ragiona, avranno più possibilità di ripartire prima. Assicura che "stiamo guardando il futuro", tanto da aver chiesto al ministro Garavaglia "un piano per la riapertura di fiere ed eventi".

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Sostegni

Si parla anche di nuovi aiuti alle imprese e ai cittadini. "Nel Def verrà presentato lo scostamento e poi presenteremo il decreto", spiega Draghi. La dimensione del decreto? "Sarà più grande di quella passata", dice il presidente del Consiglio, conterrà sia sostegni che misure per far ripartire l'economia, ha aggiunto.

Golden Power

Un accenno anche il Golden Power che attribuisce poteri speciali allo Stato su imprese o filiere nel territorio. Il Mise, guidato da Giorgetti, ne sta valutando l'estensione. Rapido ed eloquente il commento di Draghi: "Sono d'accordo con Giorgetti, va usato quando è necessario ed è previsto dalla legge. È un uso di buon senso del golden power".

Locatelli e i vaccini

È una conferenza stampa in cui il presidente del Consiglio lascia spazio alle domande. E quando gli si chiede di Astrazeneca, passa la parola a Locatelli. Che ribadisce: il siero "ha un ruolo preciso e di grande utilità per i fragili. Ricordiamoci che le scelte considerate nella giornata di ieri fanno riferimento ad eventi trombotici rari in sedi inusuali, 84 casi su una platea di 25 milioni di vaccinati. Raccomandare un uso preferenziale di questo vaccino, ricordo approvato per gli over 18, risponde al duplice obiettivo di proteggere la popolazione fragile e quella dove l'incidenza dei casi è stata maggiore". Nulla di nuovo rispetto a quanto ripetuto da ieri sera. Ma le domande non terminano e Locatelli chiarisce che Astrazeneca protegge gli over 60 dalle "complicanze trombotiche" legate al Covid. "Nei soggetti vaccinati con AstraZeneca", in questa fascia di età, "il numero dei casi osservati è stata minore dell'atteso".

Sullo Sputnik "va sottolineato in maniera chiara che l'Ema ha iniziato il processo per valutare le informazioni che abbiamo disponibili sul profilo di sicurezza del vaccino", spiega Locatelli. "L'efficacia, che secondo uno studio di Lancet supera il 90%, non è il solo aspetto, esiste tutta una serie di valutazioni, non ultimo la rispondenza a criteri di qualità nella produzione e distribuzioni del vaccino", afferma.

Recovery Fund

"Sì, il 30 aprile consegnamo il piano" all'Unione Europea, annuncia Draghi. Poi spiega meglio: "E' prevista una struttura centrale che ha una funzione di coordinamento che significa che riceve il denaro dalla Commissione e lo dà agli enti attuatori a seconda dei lavori in corso, c 'è poi una struttura di valutazione. E' chiaro che è una struttura centrale che rappresenta l'unica forma di presenza del Governo nel Pnrr".

Il fatto è, ammette il premier, che "noi non abbiamo credibilità sulla capacità di investire, l'abbiamo persa tantissimi anni fa. Bisogna cambiare tutto per diventare credibili e per superare gli ostacoli a livello politico, istituzionale, amministrativo, contabile. Queste sono aree dove occorre chiedersi se l'attuale contesto istituzionale è adatto a procedere con rapidità, efficienza e onestà all'attuazione di questo piano".

Salvini

Una domanda anche sull'incontro di oggi pomeriggio con il leader della Lega, Matteo Salvini. Su un punto il premier cambia tono e chiarisce (a tutti): "Ho detto a Salvini che ho voluto io il ministro Speranza nel Governo. E ne ho molta stima". Il numero uno del Carroccio non aveva mancato di criticare l'esponente di Leu al Governo. 

Sofagate

Al premier si chiede anche un commento sul'ormai celebre 'Sofagate', ovvero su quanto accaduto in Turchia dove la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, è rimasta senza poltrona durante l'incontro con Erdogan e il leader del Consiglio Ue, Charles Michel. "Non condivido assolutamente il comportamento di Erdogan", dice Draghi. "Il suo non è stato un comportamento appropriato e mi è dispiaciuto moltissimo per l'umiliazione che la Von der Leyen ha dovuto subire". Poi spiega che "con questi chiamiamoli dittatori bisogna essere franchi nell'espressione della visione della società, ma pronti a cooperare per gli interessi del Paese. Bisogna trovare l'equilibrio giusto". Perché "Erdogan è un dittatore di cui si ha bisogno". E dopo le parole di Draghi su Erdogan, definito "ditattore", il ministero degli Esteri turco ha convocato l'ambasciatore italiano ad Ankara, Massimo Gaiani, rende noto l'agenzia Anadolu.

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Il caso Astrazeneca

Continua a tenere banco il nodo AstraZeneca in Italia. Dopo l'ennesimo pronunciamento dell'Ema, arriva oggi la circolare del ministero della Salute con le raccomandazioni per il vaccino Vaxzevria.

Nel testo si conferma che il siero è approvato dai 18 anni di età: "Sulla base delle attuali evidenze, tenuto conto del basso rischio di reazioni avverse di tipo tromboembolico a fronte dell'elevata mortalità da COVID-19 nelle fasce di età più avanzate - si legge - è raccomandato un suo uso preferenziale nelle persone sopra i 60 anni", e "chi ha già ricevuto una prima dose può completare il ciclo col medesimo vaccino". 

Ma il nervo, soprattutto nella popolazione, resta scoperto. L'ordine dei medici ribadisce che il vaccino è sicuro e gli eventi avversi sono rarissimi. I governatori sono però suI piede di guerra e invocano chiarezza. La tabella di marcia del giorno è stata serrata: alle 14 si è riunita la Conferenza Stato-Regioni, quindi Draghi ha visto  Salvini.  "Un dovere riaprire la seconda metà di aprile, se i dati lo permetteranno. Non si può stare in rosso a vita", ha detto il leader della Lega dopo l'incontro col premier.

Defezioni

Come era prevedibile, giungono notizie un po' da tutta Italia di defezioni per chi deve ricevere il vaccino AstraZeneca. Tra il 20 e il 30% nell'hub di Cagliari, fino al 40% di Potenza dove in 250 hanno disertato l'appuntamento, riferiscono le agenzie. A Messina più che le defezioni, sono tante le persone che portano documenti per chiedere l'inoculazione di un siero diverso da Vaxzevria. "La campagna procede nonostante le turbolenze relative alle decisioni sul vaccino AstraZeneca", dice l'assessore alla Sanità regionale D'Amato a proposito del Lazio. "I cittadini sono giustamente preoccupati, la comunicazione che è stata data è assolutamente idiota", tuona il governatore della Campania Vincenzo De Luca.

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