di Elena G. Polidori Dall’Europa si cerca, in queste ore, di gettare acqua sul fuoco. Ma la ‘fuga in avanti’ dei tedeschi che si sono assicurati una fornitura ‘extra’ di 30 milioni di dosi di vaccino BioNTech fuori dalle quote stabilite proprio in sede Europea, sta creando irritazione e sconcerto nelle cancellerie europee e, in particolare, nel governo italiano. È una brutta notizia, dal punto di vista diplomatico (e non solo) che si aggiunge a quella, non certo positiva, riguardante il ritardo al via libera dell’altro vaccino, quello di AstraZeneca, che ieri l’Ema (Agenzia europea del farmaco) ha fatto slittare a fine gennaio: "Servono altri dati sulla qualità del vaccino – ha spiegato ieri il vice direttore Ema, Noel Wathion –: le informazioni attuali sono insufficienti anche a dare un via libera condizionato alla...

di Elena G. Polidori

Dall’Europa si cerca, in queste ore, di gettare acqua sul fuoco. Ma la ‘fuga in avanti’ dei tedeschi che si sono assicurati una fornitura ‘extra’ di 30 milioni di dosi di vaccino BioNTech fuori dalle quote stabilite proprio in sede Europea, sta creando irritazione e sconcerto nelle cancellerie europee e, in particolare, nel governo italiano. È una brutta notizia, dal punto di vista diplomatico (e non solo) che si aggiunge a quella, non certo positiva, riguardante il ritardo al via libera dell’altro vaccino, quello di AstraZeneca, che ieri l’Ema (Agenzia europea del farmaco) ha fatto slittare a fine gennaio: "Servono altri dati sulla qualità del vaccino – ha spiegato ieri il vice direttore Ema, Noel Wathion –: le informazioni attuali sono insufficienti anche a dare un via libera condizionato alla commercializzazione".

Insomma, ci si chiede a Palazzo Chigi, la Germania ha forse saputo con anticipo rispetto ad altri che gli altri vaccini non avrebbero rispettato i tempi previsti e "si sono messi avanti con quello disponibile?". Difficile dimostrarlo, fatto sta che l’eventualità ha creato irritazione nell’esecutivo, come ha espresso con chiarezza il sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa. "Lo potevano fare (gli acquisti ‘nazionali’ sono previsti dal patto Ue, ndr), ma quella della Germania, se verrà confermata – ha proseguito –, è una nota stonata in un coro europeo che cominciava a cantare insieme, ma a noi, alla fine, non mancherà nulla mentre la Germania si terrà la sua brutta figura; dalla signora Merkel questo gesto non me lo sarei mai aspettato". Dalle Ue, intanto, si cerca di minimizzare ("per quanto ne sappiamo – ha detto il portavoce della commissione Ue – nessuno Stato membro si è assicurato dosi aggiuntive fuori dall’accordo"), con la presidente Von der Leyen che proprio per stemperare possibili polemiche ha annunciato di voler esercitare l’opzione di prendere da Pfizer e BioNTech "100 milioni di dosi aggiuntive".

Ma la domanda è un’altra: tra ritardi e furbesche fughe in avanti di altri Paesi, di quanto potrebbe slittare la campagna vaccinale italiana? Il commissario straordinario, Domenico Arcuri, ieri ha cercato di tranquillizzare: le attese 469.950 dosi di vaccino arriveranno sul territorio italiano "nella tarda serata di oggi (ieri, ndr); la prima fase della campagna di vaccinazione di massa riguarderà, come noto, il personale sanitario e sociosanitario e il personale e gli ospiti delle Rsa su tutto il territorio". I numeri, a ieri, parlavano di 8.361 italiani già vaccinati, ma nessun cenno alla tempistica futura. Quello che è successo, a livello di violazione di un patto europeo da parte della Germania, lascerà tuttavia molte tracce. Anche perché tutti gli altri vaccini (a partire da quello SanofiGsk, ma non solo) sembrano rallentare la corsa verso il via libera da parte dell’Ema, per problemi diversi, e le supposizioni di chi sostiene che la Germania "conoscesse" già quale, tra i ‘cavalli in corsa’, sarebbe arrivato per primo, cominciano ora a trovare qualche elemento di concretezza. La frenata di AstraZeneca, tuttavia, non era prevista, visto che solo pochi giorni fa, parlando con il Sunday Times, l’ad della farmaceutica aveva dichiarato che la pubblicazione del nuovo studio sulla fase 3 dei test sarebbe arrivata a giorni, che l’efficacia era del 95% (in linea con quelli di Moderna e Pfizer-BioNTech) e che l’agenzia britannica per il farmaco sarebbe stata pronta ad autorizzare l’utilizzo nel giro di pochissimo tempo.

Invece, ecco il ritardo che avrà conseguenze rilevanti nella Ue, ma soprattutto in Italia. Con Arcuri, che ha manifestato tutta la sua amarezza per l’accaduto: "Confidiamo che questa bella pagina europea non si debba interrompere", ha sottolineato. Il governo italiano — stando a quanto stipulato, al momento, all’interno del piano europeo — dovrebbe ricevere le seguenti dosi di vaccino: PfizerBioNTech: 26,92 milioni. Moderna: 10,768 milioni. AstraZeneca: 40,38 milioni. Johnson&Johnson: 53,84 milioni. Sanofi: 40,38 milioni. CureVac: 30,285 milioni (per un totale di 202,573 milioni di dosi). Ma al momento, come noto, soltanto il primo vaccino (Pfizer-BioNTech) è stato approvato dall’Ema.