Sonia Battaglia (Ansa)
Sonia Battaglia (Ansa)

Roma, 15 marzo 2021 - Una donna napoletana di 54 anni, Sonia Battaglia, è ricoverata in terapia intensiva nell'ospedale del Mare di Napoli. La notizia, diffusa dai familiari, è stata confermata da fonti sanitarie. La donna aveva fatto il vaccino Astrazeneca l'1 marzo e le era stata somministrata una fiala del lotto ABV5811, sequestrato oggi in tutt'Italia. Sonia Battaglia lavora nella segreteria dell'Itis Enrico Medi di San Giorgio a Cremano ed era stata convocata per il vaccino come tutto il personale scolastico. Come sottolineano i parenti, non aveva malattie pregresse e ora si trova ora in coma farmacologico

"Mia madre è sempre stata una persona in salute, non aveva malattie". A raccontarlo all'Ansa è Raffaele Conte, figlio di Sonia. Dopo la somministrazione del siero, passati "due, tre giorni - spiega ancora ancora il figlio -, ha iniziato ad avere la febbre, poi le è passata. Ma il giorno dopo ha iniziato a vomitare forte tutto il giorno. Le abbiamo dato un farmaco che ha avuto effetto, ma il giorno dopo ha ripreso a vomitare. Poi ha iniziato a storcere il labbro, non riusciva a parlare bene".

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"Il 12 marzo", continua Raffaele Conte, "abbiamo deciso di chiamare l'ambulanza. Sono venuti a casa, l'hanno controllata ma ci hanno detto che non necessitava il ricovero e di tenerla sotto controllo a casa". Ma, raccontano i familiari, la donna non è migliorata. E "il 13 mattina - prosegue il figlio - non riusciva a muovere il lato sinistro del corpo. Le chiedevamo di fare dei movimenti e lei pensava che stava muovendo il braccio, invece non era vero. A quel punto l'ho presa e l'ho portata io stesso all'Ospedale del Mare a Ponticelli".

Da lì Sonia non è ancora uscita. "È entrata immediatamente e le hanno fatto una tac alla testa, che ha evidenziato una emorragia cerebrale - racconta ancora il figlio -. Poi ci hanno detto che aveva anche una occlusione dell'aorta causata da una placca. Ma non era finita, due ore dopo ci hanno detto che ha avuto dei trombi polidistrettuali e anche un infarto. A quel punto è stata messa in coma farmacologico e ora è in terapia intensiva". "I medici - conclude Raffaele - non trovano una spiegazione, mia mamma era sanissima". 

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