Code e assembramenti ieri a Napoli per il rifiuto del vaccino AstraZeneca
Code e assembramenti ieri a Napoli per il rifiuto del vaccino AstraZeneca
di Alessandro Farruggia Entro oggi l’Ema darà il nuovo parere su AstraZeneca e da quanto filtra è quasi sicuro che venga riconosciuto il legame con alcuni rarissimi casi di trombosi cerebrale. In particolare di coaguli nel sangue che interessano la vena cerebrale (’Trombosi venosa cerebrale’), associati a un basso numero di piastrine (’Trombocitopenia’). È da vedere se Ema – su questo c’è uno scontro tra esperti – stabilirà un limite di età (50-55 anni) e di genere (l’80% degli effetti collaterali è stato registrato nelle donne) al di sotto del quale vietare la somministrazione. Quello che pare molto probabile che lo suggerisca, lasciando agli stati la scelta se applicare un principio di precauzione più rigoroso. E sarebbe l’ennesimo pasticcio con forti impatti...

di Alessandro Farruggia

Entro oggi l’Ema darà il nuovo parere su AstraZeneca e da quanto filtra è quasi sicuro che venga riconosciuto il legame con alcuni rarissimi casi di trombosi cerebrale. In particolare di coaguli nel sangue che interessano la vena cerebrale (’Trombosi venosa cerebrale’), associati a un basso numero di piastrine (’Trombocitopenia’). È da vedere se Ema – su questo c’è uno scontro tra esperti – stabilirà un limite di età (50-55 anni) e di genere (l’80% degli effetti collaterali è stato registrato nelle donne) al di sotto del quale vietare la somministrazione.

Quello che pare molto probabile che lo suggerisca, lasciando agli stati la scelta se applicare un principio di precauzione più rigoroso. E sarebbe l’ennesimo pasticcio con forti impatti sulla campagna vaccinale, come dimostra la crescita dei rifiuti del vaccino anglo svedese. Che del resto conferma le perplessità annunciando lo stop della ricerca sulla vaccinazione dei giovanissimi e ribadendo il taglio di produzione per aprile. Il 18 marzo scorso, l’Agenzia europea del farmaco aveva escluso un legame causale fra la vaccinazione e alcuni eventi più generali di trombosi, ma aveva anche avvertito che questo legame non poteva essere escluso invece per alcuni casi di trombosi cerebrale, associati a trombocitopenia. Proprio in vista della decisione di Ema, che come ha confermato sul suo account Twitter la commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides, è attesa per questa sera, del tema si è parlato ieri in un incontro tra Aifa e Ministero della Salute. Se Ema non desse una indicazione netta la patata bollente passerebbe all’Aifa.

"Il confronto tra il ministero della Salute e l’Aifa è costante e le interlocuzioni tecniche sulla campagna vaccinale si svolgono con regolare frequenza. Non c’è stato alcun vertice specifico," ha cercato di abbassare le aspettative il ministero della Salute, ma in realtà del tema si è parlato. In particolare per capire gli impatti che potrebbe avere una prescrizione da parte dell’Ema e gli spazi per l’Aifa per renderla vincolante o meno. Se una indicazione di non somministrazione agli under 55 dovesse arrivare – è l’orientamento prevalente – le dosi di AstraZeneca sarebbero concentrate per la vaccinazione delle persone tra i 60 e i 79 anni, accelerando il completamento della copertura vaccinale di questa fascia di popolazione ma aprendo due problemi colossali.

Il primo è il che fare con chi ha già avuto una dose di AstraZeneca (l’intero comparto scolastico, più forze dell’ordine e forze armate) ed è in attesa della successiva. Il secondo problema è con cosa vaccinare queste categorie: probabile che si utilizzerebbe il vaccino a Johnson & Johnson, in arrivo dal 16-20 aprile, che sinora si pensava di destinare agli under 60 (prima fascia i 59-55 enni) e ora potrebbe andare a personale della scuola, forze dell’ordine e forze armate. Un bel problema, che rallenterebbe non di poco la campagna vaccinale per gli under 60. Rinviandola di almeno un mese.

Su AstraZeneca ieri sera è stato molto prudente il ministro della Salute Roberto Speranza, che non ha però escluso nessuno sviluppo. "Penso che dobbiamo fidarci delle nostre istituzioni scientifiche. Poi abbiamo a che fare con un virus nuovo e con vaccini che sono stati messi in commercio da pochi giorni, è evidente che la scienza deve continuare a monitorare. Mi fido di Aifa e Ema, penso che sapranno darci le risposte giuste ma non dimentichiamo mai che il vaccino è la vera strada per chiudere questa stagione difficile di restrizioni". E sulla campagna vaccinale: "Non c’è dubbio che dobbiamo accelerare – ha ammesso – ma ora finalmente avremo più dosi. E insieme a più dosi finalmente abbiamo anche più persone. Penso che ci siano ora quelle condizioni per fare quella accelerazione di cui abbiamo bisogno". Ottimismo, nonostante il pasticcio AstraZeneca, che oggi potrebbe detonare.